Bonifica veleni, ricorso respinto
Il Tribunale rigetta l’istanza di un cittadino sull’ex fonderia Di Nicola
SAN GIOVANNI TEATINO. Non ammissibile il ricorso contro l'amianto nell'ex fonderia Di Nicola di Sambuceto. Il Tribunale di Chieti, giudice unico Nicola Valletta, non ha accolto l'istanza di un cittadino, residente in una palazzina accanto al sito del complesso industriale dismesso da oltre 20 anni, che chiedeva un accertamento tecnico-preventivo per verificare lo stato dei luoghi e accertare l'eventuale presenza di materiali e sostanze tossiche per l'uomo e per l'ambiente.
Il ricorrente, si legge nella sentenza, è preoccupato che i veleni nell'ex fonderia e nel sottosuolo «possano arrecare grave pregiudizio all'integrità della sua salute e aggravare ulteriormente le condizioni di sua moglie già malata». Il magistrato non ha ammesso il ricorso in quanto sono già in corso verifiche, e iniziative consequenziali, da parte della Asl, Arta, nucleo Noe dei carabinieri di Pescara e altre istituzioni. Inoltre, il 5 ottobre, è pervenuta comunicazione di un procedimento penale, attualmente nella fase delle indagini preliminari, avviato dalla Procura di Chieti sull'ex fonderia, aperto sulla base di un esposto che sarebbe stato presentato dallo stesso cittadino firmatario del ricorso.
Secondo il giudice, non sussistono profili di urgenza per procedere al momento con ulteriori accertamenti. Il cittadino che ha presentato il ricorso dovrà pagare le spese legali, 1.500 euro, più Iva e altri oneri, per ciascuna delle parti costituite, Comune e società proprietaria del complesso. Ritenendola una "bomba ecologica" nel cuore di Sambuceto, è stato il M5S a portare nei mesi scorsi alla ribalta il caso dell'area ex fonderia avvelenata. Per i pentastellati, il sito è da bonificare urgentemente perché sarebbe un ricettacolo di sostanze inquinanti e nocive come arsenico, zinco, amianto deteriorato e polveri di fonderia. Ieri, con la notizia del ricorso respinto postata su Facebook dal sindaco Luciano Marinucci, si è riaccesa la querelle, nella quale è intervenuta anche la moglie del ricorrente. La donna risponde al primo cittadino difendendo le sue ragioni contro il Comune, che non si sarebbe adoperato contro i veleni nell'ex fonderia, e con "un vaffa a tutto il Bel Paese".
A sua volta, Mario Cutrupi, consigliere 5 Stelle, ha chiesto al sindaco se il Comune si sta attivando per controllare che venga effettuata la rimozione dell'amianto, alla luce della disposizione Asl che ordina lo smantellamento dell'eternit nel sito entro aprile 2017. La risposta di Marinucci: «Da sindaco, e da essere umano, ti assicuro che non appena avrò elementi necessari per un'ordinanza, sarà fatta prima ancora che tu possa scrivere. Ti assicuro che non solo i 5 Stelle tengono al bene dei cittadini».
Gabriella Di Lorito
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