Bonus da attivare o esauriti Una guida per orientarsi

16 Luglio 2020

Per bici e ecobonus case 110% s’aspettano istruzioni, sostegno vacanze flop

PESCARA. Tanti bonus sulla carta, tantissime incertezze nella realtà. Dagli incentivi per l’acquisto di bici ai contributi per le baby sitter, passando per il super ecobonus 110% che dovrebbe consentire ristrutturazioni convenientissime: sono diversi gli aiuti introdotti o confermati dal Decreto Rilancio varato per l’emergenza coronavirus che non sono ancora operativi o che hanno, purtroppo per chi sperava di ricevere sostegni economici, già esaurito il budget e che quindi lasceranno tanti cittadini a bocca asciutta, come nel caso del bonus baby sitter. Per altri, invece, ci sono dei ritardi, tipo l’ecobonus al 110%, sulle linee guida da seguire.
IL BONUS BICI. Negli annunci fatti dal governo Conte, il bonus mobilità, entrato nel gergo comune come bonus bici, doveva essere disponibile già nel mese di giugno. Poi, un braccio di ferro tra il ministero dell’Ambiente e quello dei Trasporti ha bloccato la messa online del sito web dove si potrà richiedere l’incentivo per la mobilità sostenibile.
Ora, dopo l’ok del Mit allo “scontrino parlante” in alternativa alla fattura, come documento da presentare per avere il bonus, il sito potrebbe essere attivo a giorni. Lo scontrino parlante o descrittivo è un documento fiscale, introdotto nel 2007, molto più dettagliato del tradizionale, tipo quello rilasciato dalla farmacie.
Ricordiamo che l’incentivo di massimo 500 euro copre fino al 60% l’acquisto di biciclette, monopattini elettrici o segway, anche usati. Il decreto Rilancio ha portato a 120 milioni gli stanziamenti per l’incentivo. Ai quali, secondo quanto aveva annunciato a giugno il ministero dell’Ambiente, andrebbero aggiunti altri 70 milioni. Ma anche così le risorse potrebbero non bastare vista la mole di domande.
BONUS BABY SITTER. I fondi pubblici per il bonus babysitter per medici, infermieri, operatori socio-sanitari – di cui tanto si è parlato negli ultimi mesi per l’emergenza coronavirus – sono già terminati.
L’Inps sta continuando ad accogliere le domande con riserva sperando in un rifinanziamento del budget ma i 67,7 milioni messi a disposizione dal governo con il decreto Rilancio per i dipendenti del settore sanitario, pubblico e privato accreditato, sono stati sforati. A non aiutare è stato sicuramente l’innalzamento dell’assegno da 600 euro (1.000 per gli operatori sanitari e la polizia) a 1.200 euro (2 mila per gli operatori sanitari e la polizia) introdotto dal decreto Rilancio. Al quale si è poi aggiunto l’allargamento della platea di chi ne ha diritto, introducendo i nonni e gli zii non conviventi che accudiscono i nipoti e la possibilità di pagare i centri estivi. Bonus baby sitter e congedo parentale hanno un budget unico di circa 1,57 miliardi, ma con 752 mila domande al 9 luglio 2020, il fondo si è esaurito proprio per il bonus da 2 mila euro per infermieri, medici, operatori sanitari e forze dell’ordine.
ECOBONOUS 110%. Non si può, invece, fare ancora domanda per il super ecobonus al 110%. Mancano infatti due provvedimenti attuativi. Però, la maxi agevolazione per chi ristruttura la casa è ormai certa. Le nuove agevolazioni fiscali per chi effettua interventi di efficientamento energetico e di consolidamento degli edifici in funzione anti sismica sono infatti entrate in vigore dal 1° luglio. L’agevolazione sarà valida per lavori eseguiti fino al 31 dicembre 2021. Per le case popolari degli Iacp il 110% fino a giugno 2022.
L’ultima novità è arrivata dalla Commissione bilancio, che ha approvato l’estensione del superbonus al 110%: l’incentivo per garantire l’efficientamento energetico si è allargato e si potrà chiedere anche per le seconde case, villette a schiera incluse.
BONUS VACANZE. Il bonus vacanze invece è già pienamente operativo, almeno per quanto riguarda la procedura di richiesta. Dal 1° luglio, infatti, la misura prevista dal Decreto Rilancio con uno stanziamento complessivo di 2,4 miliardi di euro, è diventata attiva e permette a chi ne fa richiesta di coprire parte delle spese per le ferie 2020 da trascorrere in alberghi, villaggi, camping, agriturismi e bed & breakfast. Con la condizione che siano sul territorio nazionale e che non abbiano intermediari (tipo le piattaforme Airbnb o Booking). Il bonus vale 500 euro nel caso delle famiglie composte da almeno tre persone, che scendono a 300 per le famiglie di due persone e a 150 per i single. Ma c’è un problema: come ha spiegato già il Corriere della Sera, dopo aver fatto un test di prenotazione il 30 giugno scorso, all’avvio del bonus solo 1 hotel su 4 lo accetta. Secondo Confesercenti si tratta di «un’occasione persa, che non conviene». Ma quali sono le ragioni di quello che appare come un flop? Il bonus va speso per l’80% sotto forma di sconto per il pagamento del servizio turistico, e per il 20% come detrazione di imposta nella dichiarazione dei redditi. L’80 non pagato dal cliente sarà recuperato dall’imprenditore-albergatore attraverso il credito d’imposta. Insomma, molti albergatori in crisi di liquidità vogliono il denaro subito e non intendono aspettare i tempi della burocrazia, che in Italia non hanno per niente una buona fama. (c.s.)