Bonus famiglie, ma non per tutti Cgil e associazioni: «Illegittimo»

PESCARA. Bonus regionale, ma non per tutte le famiglie. Ed è polemica. «La scelta di inserire, in violazione di legge e in una situazione di emergenza che dovrebbe sollecitare una maggiore...
PESCARA. Bonus regionale, ma non per tutte le famiglie. Ed è polemica. «La scelta di inserire, in violazione di legge e in una situazione di emergenza che dovrebbe sollecitare una maggiore solidarietà, criteri volti a creare divisione tra gruppi sociali, appare davvero inaccettabile»: lo affermano i rappresentanti di Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi), Arci Abruzzo e Molise, Cgil Abruzzo Molise, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca) e Legacoop Abruzzo, secondo i quali i requisiti previsti «comportano l’esclusione di numerosi cittadini stranieri e la delibera è dunque illegittima».
È stata inviata alla Regione Abruzzo, in particolare all’attenzione dell’assessore Piero Fioretti e del direttore di Dipartimento, Claudio Di Giampietro, una lettera a firma di Lorenzo Trucco, presidente di Asgi, Valerio Antonio Tiberio, per l’Arci Abruzzo e Molise, Carmine Ranieri, segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, Marcello Impagnatiello, per il Cnca, e Leopoldo De Lucia, per Legacoop Abruzzo. Il provvedimento del 10 aprile regola l’accesso dei nuclei familiari in condizioni di particolare disagio derivante dall’emergenza Covid-19 al contributo per l’acquisto di beni di prima necessità, fino a 1.000 euro. Nella lettera di associazioni e sindacati viene sottolineato che, tra i requisiti di accesso al contributo, è prevista la residenza in Abruzzo in modo continuativo e «la cittadinanza italiana o di uno Stato membro della Ue».
Requisiti che comportano «l’esclusione di numerosi cittadini stranieri», motivo per cui «la delibera è illegittima per violazione di numerose norme», scrivono i firmatari, che citano i riferimenti normativi, tra cui la stessa legge regionale 9 del 2020, in applicazione della quale è stata emanata la Dgr, il Testo unico sull’immigrazione e il decreto legislativo 251 del 2005.
«Anche a prescindere da questi insuperabili riferimenti normativi che la Regione è tenuta a rispettare», scrivono Asgi, Arci, Cgil, Cnca e Legacoop, «la disciplina introdotta ci pare in contrasto con esigenze minime di equità, di ragionevolezza e di buona amministrazione: trattandosi infatti di un intervento emergenziale volto a rispondere alle difficoltà contingenti derivanti dalla pandemia, deve inevitabilmente essere rivolto a tutti coloro che abbiano subito gli effetti della stessa, indipendentemente dalla nazionalità e dal titolo di soggiorno».
L’auspicio è quindi che la Regione prenda «in adeguata considerazione, sia sotto il profilo tecnico-giuridico, sia sotto il profilo equitativo, le osservazioni» e disponga «immediatamente la modifica della Dgr, consentendo l’accesso alle risorse stanziate a tutte le persone straniere bisognose, dimoranti nella regione Abruzzo. In mancanza», concludono, «ci attiveremo in ogni sede legale al fine di ottenere il ripristino della legalità».
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