Bonus sanità, scontro Febbo-Paolucci
Da una parte il consigliere di Forza Italia Mauro Febbo, che accusa: «Una realtà sanitaria lontana anni luci da quella rappresentata dall'assessore dove ha palesemente nascosto alcuni dati rilevanti...
Da una parte il consigliere di Forza Italia Mauro Febbo, che accusa: «Una realtà sanitaria lontana anni luci da quella rappresentata dall'assessore dove ha palesemente nascosto alcuni dati rilevanti e spudoratamente mentito su altri punti». Dall’altra l’assessore regionale SIlvio Paolucci, che respinge al mittente tutte le accuse: «I casi sono due: o il consigliere Mauro Febbo non sa leggere i verbali del Tavolo di Monitoraggio, non essendosi mai occupato di sanità, oppure strumentalmente fa finta di non saperli leggere». Motivo del contendere, i conti della sanità abruzzese e, in particolare, i 69 milioni e 700mila euro di bonus riconosciuti alla Regione per gli adempimenti Lea (i livelli essenziali di assistenza) del 2015. Somma che, secondo Febbo, non costituirebbe affatto «una premialità, come euforicamente e fraudolescamente annunciato da Paolucci, ma semplicemente “le spettanze residue a tutto l’anno 2015”, cosi come riportato testualmente a pagina 75 del verbale» del Tavolo di monitoraggio. Secca la replica di Paolucci: «Febbo sa benissimo che le verifiche sugli adempimenti Lea avvengono a distanza di 24 mesi dal periodo a cui si riferiscono, tanto è vero che tutte le Regioni (quelle ovviamente più virtuose) sono alla verifica dei Lea del 2015». Poi l’assessore lancia una stoccata all’esponente di FI: «Quando lo stesso Febbo lasciò il governo della Regione nel 2014, l’Abruzzo era ancora inadempiente rispetto ai Lea del 2011».

