Boom di visitatori L’area vestina fa il tutto esaurito

4 Settembre 2020

Pochi stranieri, record di turisti italiani tra luglio e agosto Cantagallo (commercianti): ma a Penne non c’è un albergo 

PENNE. L’estate segnata dall’emergenza coronavirus ha visto un incremento del turismo nell’area vestina. Un aumento, da metà luglio a metà agosto, di circa il 500% per quanto riguarda escursioni, attività laboratoriali e visite casearie. A livello di ricettività si è registrato il tutto esaurito come non era mai accaduto negli ultimi 25 anni. «Anche quelle zone a basso indice di turisticità, cioè il rapporto tra numero di abitanti, servizi, numero di posti letto e servizi connessi al turismo, come ad esempio Montebello di Bertona e Villa Celiera, hanno avuto tantissime presenze turistiche rispetto agli altri anni e tantissime presenze giornaliere», spiega il direttore del tour operator Wolftour, Antonio Stroveglia. Un dato importante che evidenzia come nell’area vestina ci sia stato un massiccio aumento del turismo di prossimità, a fronte di una riduzione del turismo dall’estero.
L’area vestina è stata meta di tanti turisti di Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Puglia. Aumentato, in modo esponenziale, l’affitto delle seconde case e delle case rurali, soprattutto in forma non imprenditoriale, cioè ad integrazione del reddito delle famiglie proprietarie dell’immobile. «Il 10-15% degli edifici rurali può essere riconvertito in strutture ricettive con un investimento inferiore ai 50mila euro», spiega ancora Stroveglia.
Il turismo di prossimità ha permesso anche ad alcune zone, come Valle d’Angri, di diventare meta di escursioni in mountain bike. Secondo i dati forniti da Wolftour, Valle d’Angri ha registrato un aumento di visite del 250-300% su base mensile. Un turismo di prossimità che ha coinvolto tutta l’area vestina: da Penne a Loreto, da Farindola a Montebello di Bertona, passando per Civitella Casanova e Villa Celiera.
Grazie al conteggio di strutture gestite non in forma imprenditoriale, il numero di posti letto complessivi nell’area vestina è più che triplicato: si è passati da 700-800 posti ufficiali (tra hotel, b&b e agriturismi) a circa 2000 posti letto disponibili. L’aumento dei turisti è stata una boccata d’ossigeno anche per il commercio locale. A Penne, ad esempio, soprattutto bar e ristoranti hanno avuto un buon successo. «Ci sono stati molti turisti nella nostra città», spiega la presidente dell’associazione operatori economici pennesi, Antonietta Cantagallo.
«Ne ho visti passare tanti, la maggior parte italiani. Rispetto ai turisti stranieri, che spendono tanto e cercano sempre di riportare qualcosa di locale nel proprio Paese, i visitatori italiani comprano meno. Credo che i bar e ristoranti hanno lavorato molto. Ma è inconcepibile che a Penne non ci sia un albergo», conclude Cantagallo.
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