Bora Bora o Eldorado, è sempre Abruzzo

3 Settembre 2016

Ancora due tappe (in treno) del viaggio di Grazia e Alessia lungo la costa e i suoi ospitali stabilimenti balneari

di Alessia Savino

Oggi abbiamo deciso di lasciare la macchina e goderci un tragitto in bicicletta, i nostri treni regionali ci permettono di portarla in viaggio e la cosa ci ha incuriosito. Stazione di Pescara Centrale, ore 8, direzione sud, la prima tappa di oggi sarà al confine tra Pescara e Francavilla, al Lido Bora Bora, quello delle sorelle Chiacchiera che ci aspettano per una ricca classica colazione della loro terra di origine, la terra di Campania. Il profumo del caffè si sente dall'ingresso e si mescola insieme a quello del mare al mattino e della nocciola tostata. Maria è famosa per il suo vetrino estivo o meglio per “il caffè di Maria”, miscela napoletana con cannella e una schiuma di latte montato freddo. Dietro al bancone il Signor Pino, papà delle nostre nuove amiche. Lui in Abruzzo ci è venuto per lavoro e qui in Abruzzo ci è rimasto per amore, di sua moglie, di come si vive, del mare Adriatico: «Lavoravo in ItalSider, ero metalmeccanico. Ai tempi incontrai mia moglie e mi innamorai di lei e di questo posto che ha molto della mia zona. Come a Napoli si vive il mare e si vivono i gusti del mare. La gente è accogliente». Il Bora Bora, di Napoli e della Campania ha molto. I dettagli dell'arredo hanno i colori del sud. Le piastrelle di ceramica di Vietri, alberi di aranci e limoni e tutte le rifiniture in legno ci portano con l'immaginazione ad una vista sul golfo di Napoli. La colazione sul tavolo è coloratissima: friselle con olio e pomodoro, fragole condite, cocomero con cocco e una bella spremuta di arancia. Il Signor Pino ci spiega che la filosofia del posto è racchiusa in 3 parole: «Sole, mare e spaghetti alle vongole. Qui non facciamo ristorante, ma cozze e vongole ci sono sempre, come se fosse a casa mia». Ci facciamo un bagno mentre arrivano i primi bimbi con le loro tate e un gruppo di turisti piemontesi che ogni anno torna dalla famiglia Chiacchiera per qualche giorno d'estate. Le bici ci aspettano per salire sul treno regionale in direzione Ortona. Il tragitto per arrivare qui è spettacolare, scese dal treno ci mettiamo a pedalare in direzione porto, il famoso porto di Ortona e fortunatamente tutto è … in discesa! Lido Eldorado. Ci siamo. Io e Grazia ci capiamo al volo e sorridendo constatiamo che in questo viaggio che stiamo facendo la nostra terra ci appare ogni volta diversa ma sempre maestosa, richiama altri luoghi pur mantenendo la propria anima, si plasma al buon gusto e alle idee di chi gestisce questi stabilimenti con una cura e con un amore difficili da descrivere perché bisognerebbe sentirli come si ascolta la musica e annusarli come si annusano i profumi del cibo. All'Eldorado ci aspettano Titti e Vincenzo Sivo. Vincenzo è stato uno dei motori centrali del Centro Ex Gaslini, la struttura polifunzionale che alla fine degli anni 90 rivoluzionò il modo di concepire il divertimento in Abruzzo. Il Lido è pieno di bimbi, al biliardino, sulle altalene, a tavola con la classica pizzetta rossa in mano.

Titti e Vincenzo gestiscono il posto da ben 15 anni e lo hanno mantenuto come il classico lido del sud, dove da. lla mattina alla sera puoi fare tutto ciò che la vita del mare ti offre. Qui si mangia la chitarrina con i pelosi, la frittura di paranza , le cozze in guazzetto come una volta e la sera nel weekend ci si diverte con musica dal vivo e i djset. Il posto ci sembra molto curato e accogliente e soprattutto “affettuoso”, ci sentiamo a nostro agio e libere di fare tutto ciò di cui abbiamo voglia. La spiaggia è lunghissima, enorme spazio luminoso che porta al bellissimo mare di questa città. In bici proviamo a scendere a riva per fare una passeggiata prima del pranzo con Titti e Vincenzo che ci racconteranno di come, con amore, hanno dedicato la loro vita a questa spiaggia. L'acqua e' blu e in lontananza si vedono i primi trabocchi. L'estate sta per concludersi, torniamo verso nord e ci prepariamo per l'ultimo appuntamento del nostro viaggio.