Borgo Marino sud Tre milioni e mezzo per risanare le case

L’Ater non ha i fondi per contrastare umidità e muffa La Regione si impegna a individuare le somme in 10 giorni
PESCARA. Per risolvere i problemi delle case popolari di Borgo Marino sud servono almeno 3 milioni e 600 mila euro. L’Ater non ha a disposizione tutti questi soldi ma la Regione potrebbe individuare le risorse e destinarle alle case di via Thaon de Revel, realizzate durante il ventennio e la cui storia è legata a quella di molte famiglie di pescatori. Ecco perché il presidente della Regione Luciano D’Alfonso ha visitato il borgo, ieri mattina, insieme ai vertici dell’Ater, ed è anche entrato in alcuni appartamenti per capire di persona come stanno le cose. Prima di andarsene ha chiesto di avere un report puntuale: vuole sapere con esattezza dall’Ater la stima dei lavori da effettuare, con alcuni approfondimenti su aspetti specifici. Entro dieci giorni l’Ater, con l’amministratore unico Virgilio Basile e i tecnici Carmine Morelli e Giuseppe Pisani, dovrà fornire tutte le informazioni richieste, dopodiché la palla passerà alla Regione, per mettere a disposizione i fondi.
«Il presidente», dice soddisfatto Giuseppe Carminelli del Sunia dopo l’incontro, «si è impegnato ufficialmente davanti a una trentina di persone a capire di che spesa si parla e a fare in modo che la Regione finanzi questo intervento straordinario». Non è sfuggito che la visita sia avvenuta durante la campagna elettorale e infatti «gli inquilini sono un po’ scettici», aggiunge Carminelli, «ma la visita del presidente della Regione è comunque una cosa buona così come è positivo il messaggio che ha lanciato».
Il sopralluogo ha fatto emergere una situazione difficile per molti inquilini, costretti a convivere con «umidità, muffa e acqua che gocciola negli appartamenti». «Sono questi i problemi delle nostre case, i cui terrazzi non sono fatti bene. Negli appartamenti a piano terra, poi, entra l’acqua e l’umidità si sente molto». L’urgenza di mettere mano alle strutture non si avverte solo nei tre palazzi ma anche nelle 15 villette, dove andrebbero «rifatti i tetti e sistemate le fogne perché la borgata si allaga: il fosso Bardet non è mai stato pulito e quindi non scarica ma c’è già un progetto da 300 mila euro per intervenire sull’ultimo tratto del fosso, da via Vespucci e via Magellano per cui questo aspetto dovrebbe risolversi». La speranza che qualcosa si muova è enorme, tra gli inquilini. «Qui c’è il terrore, quando piove», conclude Carminelli. «Per entrare in casa bisogna infilare gli stivali e vanno messe in moto le pompe che gli inquilini stessi hanno comprato. Forse, però, è la volta buona».
L’Ater aveva già chiara la situazione, spiega Basile. «Avendo realizzato il fascicolo di fabbricato sappiamo dove e come si deve intervenire, ma non abbiamo i fondi per farlo, e sarebbero necessari tre milioni e 600 mila euro. Ogni anno noi presentiamo un prospetto di lavori di circa 90 milioni di euro per il patrimonio edilizio di cui ci occupiamo, tra cui i fabbricati di Borgo Marino sud cioè 150 alloggi (mentre sui 50 che non sono di proprietà dell’Ater non compete a noi fare i lavori). Ma fino a oggi ci sono state altre priorità». Si dovrà intervenire, «e ne avevamo già cognizione di causa, per il risanamento edilizio delle coperture a terrazzo, per contrastare l’umidità di risalita, riqualificare balconi e intonaci esterni, sostituire infissi e serramenti e sistemare le reti tecnologiche verticali, cioè gli scarichi». Come è stato chiesto da D’Alfonso «in 10 giorni saremo in grado di effettuare un approfondimento dell’istruttoria per la Regione» e martedì ci sarà un nuovo incontro. In questo lasso di tempo «comincio a muovermi per trovare i fondi», ha assicurato D’Alfonso.
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