Borrelli avvisa: «Il virus c’è Guai a sottovalutarlo ora»

24 Agosto 2020

Appello del capo della Protezione civile agli abruzzesi che ignorano le regole

OVINDOLI. Per mesi il suo volto ha tenuto puntualmente compagnia agli italiani sigillati in casa, quando alle 18, davanti a una telecamera, annunciava i dati della pandemia come a sgranare un rosario: contagiati, guariti, morti. Nella sua duplice veste di capo del Dipartimento della Protezione civile italiana e di commissario per l’emergenza Covid-19, Angelo Borrelli, in questi giorni in vacanza a Silvi Marina e da ieri cittadino onorario di Ovindoli nella Marsica, rilascia un’intervista esclusiva al Centro. Dalle azioni messe in campo in questi mesi all’appello a smettere di sottovalutare il pericolo, fino all’anniversario del terremoto di Amatrice, che ricorre oggi. Borrelli affronta vari temi con la stessa pacatezza mostrata nei giorni drammatici della pandemia. È alla guida della Protezione civile dal 2017 e nel 2009, anno del terremoto dell’Aquila, fu braccio destro di Guido Bertolaso.
Sul Corriere della Sera di oggi c’è un editoriale dello pneumologo Sergio Harari che dice testualmente: «La crescita esponenziale dei contagi è figlia del processo diffuso di rimozione collettiva delle ultime settimane, come se la pandemia fosse finita o quasi con il lockdown». Analisi condivisibile?
«Sostanzialmente sono molto vicino al pensiero di Harari, perché ciò che accade lo vediamo tutti quanti nel nostro vivere quotidiano. In questi giorni ho avuto la possibilità – mi trovo a Silvi Marina – di passeggiare, di vivere sulla spiaggia, oppure lungo la strada, e di vedere persone che non rispettano le distanze, non portano le mascherine. Bene ha fatto il governo a dettare misure più stringenti, con il ministro della Salute che con la sua ordinanza ha imposto l’obbligo di indossare la mascherina in determinati orari della sera. Credo che tutti quanti ci dobbiamo ricordare che il virus non è sconfitto, lo sarà quando avremo un vaccino, nel frattempo bisogna rispettare le tre semplici regole che sono quelle dell’igiene, del distanziamento e della mascherina. Ci auguriamo tutti quanti, e io in modo particolare, che nel bollettino pomeridiano che diamo ogni giorno si possa riavere un trend decrescente, come qualche settimana fa».
Ma il fatto di aver superato quota mille contagi al giorno la preoccupa? La situazione può peggiorare?
«Adesso abbiamo dei focolai localizzati, quindi sta a significare che le misure che sono state messe in campo sono adeguate. Ci sono casi meno gravi, però l’età media dei contagiati si è abbassata notevolmente proprio per il discorso fatto prima. Adesso molto dipenderà dalla nostra azione e dalla nostra capacità. Rivolgo un invito a tutti quanti, soprattutto ai più giovani, ad adottare regole di prudenza anche nei semplicissimi comportamenti quotidiani».
L’attualità ci porta a parlare di scuole: riapriranno senza alcun dubbio dal prossimo 14 settembre?
«Sono convinto che le scuole si riapriranno ed è stato detto chiaramente dal governo. Non vedo difficoltà nella riapertura delle scuole, si tratta di organizzarla al meglio, con specifici presidi di controllo, anche per evitare la diffusione dei contagi negli stessi istituti».
Quindi anche referendum ed elezioni regionali e comunali si svolgeranno senza alcun problema?
«Confermo quello che è stato detto da più parti, dal governo in particolare: non ci troviamo in una situazione in cui non si possa esercitare un importare diritto come quello del voto. Sarà fatto di tutto, e daremo una mano anche noi con le nostre strutture operative, per garantire il regolare esercizio del voto in tutta Italia».
E che cos’altro intende fare la Protezione civile nei prossimi mesi?
«Intendiamo fare semplicemente la nostra parte, così come in precedenza. Stiamo continuando a operare per quanto riguarda la gestione dei migranti, nello specifico la sorveglianza sanitaria. Stiamo operando insieme con il soggetto attuatore che è il capo Dipartimento delle Libertà civili e dell’immigrazione e faremo tutto quello che è necessario fare per garantire la massima sicurezza in ogni territorio».
Visto ciò che sta accadendo in Sicilia, c’è un’emergenza migranti?
«Assolutamente no, non c’è a mio giudizio un’emergenza migranti. Ma c’è un tema che è quello di garantire la sorveglianza sanitaria ai migranti e credo che anche lì ci debba essere una azione sinergica e solidale tra lo Stato e le Regioni, perché i migranti che abbiamo sul nostro territorio nazionale devono essere collocati presso i singoli territori locali secondo un principio di solidarietà tra lo Stato e le Regioni».
C’è il rischio che gli italiani tornino a vederla tutti i giorni in televisione? Corriamo il pericolo di un secondo lockdown?
«Assolutamente no, sono convinto che le azioni adottate finora sono adeguate e quindi non ci sarà modo di vedermi ancora in televisione tutti i giorni a dare il bollettino, quello che era un momento importante, di trasparenza, per la comunicazione ai cittadini. Dal numero dei contagi e dal loro andamento, i cittadini capiscono che devono adottare quei corretti comportamenti che sono tipici del sistema di Protezione civile nazionale. Voglio concludere con una cosa: il sistema di Protezione civile prevede appunto che i cittadini siano al centro del sistema. Non mi stanco di ribadirlo, i cittadini devono adottare comportamenti prudenti e responsabili e questo era lo scopo per il quale erano date le informazioni quotidiane. Adesso lo scopo è smettere di sottovalutare un pericolo che ancora c’è».
E così dovrà continuare ad essere nei prossimi mesi. E per quanto tempo ancora?
«Esatto, fondamentale. Fondamentali sono i comportamenti responsabili dei cittadini, in questo momento in particolare dei giovani. Per quanto tempo lo vedremo, non lo sappiamo».
Cambiamo argomento. Ricorrono quattro anni dal terremoto di Amatrice: tanti comuni di quello che un tempo fu territorio aquilano, e tanti altri centri in Abruzzo, aspettano la ricostruzione. Che cosa manca per partire e che cosa dire a chi si trova ancora in alloggi provvisori?
«Sul tema di cosa manca per partire vorrei lasciare ampio spazio al commissario Giovanni Legnini che anche oggi sui giornali ha fatto un’ampia sintesi di quelli che sono gli interventi necessari. È evidente che c’è stata una serie di passaggi procedurali che sono stati migliorati, messi in campo. E poi c’è un tema importante che è quello di portare avanti la ricostruzione leggera, uno dei temi che credo si possano facilmente affrontare. È inconcepibile che sia passato tutto questo tempo e non si sia almeno proceduto sul fronte dei danni lievi. Ci vuole anche una attività da parte dei tecnici e dei proprietari di immobili. Nel lavoro fatto in sinergia con il commissario Legnini, noi procederemo in fretta e in raccordo perché le ordinanze del commissario possano avere efficacia anche per quanto riguarda l’eventuale decadenza dal beneficio dell’autonoma sistemazione nel caso in cui non vengano rispettati i termini per la ricostruzione leggera. Chi si trova in alloggi provvisori deve avere pazienza, però gli alloggi sono confortevoli e queste persone devono soprattutto vedere con i propri tecnici di presentare domande per la ricostruzione. Questo è l’obiettivo, credo che vi siano molte domande che siano state già presentate e che debbano essere valutate. Sono convinto che le nuove norme emanate consentiranno velocemente di partire con la ricostruzione, anche in altri territori colpiti. Sono 4 anni e ogni volta ci auguriamo che sia la volta buona, ma credo che in questa circostanza i presupposti ci siano tutti perché anche dal punto di vista normativo sono stati fatti notevoli passi avanti».
Lei ha vissuto in prima linea il terremoto dell’Aquila. Quali ricordi ha?
«Ho vissuto lì per otto mesi, insieme alla gente e per alleviare le sofferenze di questo territorio. Provo un sentimento di vicinanza per L’Aquila, di dolore, perché quell’evento, così come gli eventi successivi, ha segnato i cuori degli italiani».
Alleggeriamo il finale. Com’è il mare d’Abruzzo?
«Bello, peccato che ci sono stato poco. Amo l’Abruzzo e ogni volta che ne ho la possibilità sono felice di venire in questa regione. Gli abruzzesi sono un popolo ospitale e di cuore».