Borsacchio: la Regione blocca e rivede il taglio

21 Marzo 2024

Marsilio anticipa il Governo e con una lettera del 18 marzo evita la bocciatura La perimetrazione verrà riproposta dopo aver sentito Comune e ambientalisti

L’AQUILA. Stop alla norma che proroga di una anno il recupero dei sottotetti rendendoli abitabili ma sulla riperimetrazione della Riserva del Borsacchio non si abbatte la scure del Consiglio dei ministri.
Il governatore rieletto, Marco Marsilio, giocando d’anticipo, ha evitato sul filo di lana una prevedibile bocciatura della più discussa delle norme regionali inserite durante la notte tra il 28 e il 29 dicembre scorsi nella legge di Stabilità, approvata in Emiciclo dalla maggioranza di centrodestra e pubblicata a fine gennaio. Il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli, «ha esaminato cinque leggi regionali e ha quindi deliberato di impugnare la legge della Regione Abruzzo numero 4 del 25/01/2024, recante Disposizioni finanziarie per la redazione del Bilancio di previsione finanziario 2024- 2026 della Regione Abruzzo (Legge di stabilità regionale 2024), in quanto talune disposizioni, ponendosi in contrasto con la normativa statale in materia di governo del territorio, violano l'articolo 117, terzo comma, della Costituzione».
Così ha reso noto Palazzo Chigi al termine della riunione di ieri, scatenando, in Abruzzo, immediate e prevedibili reazioni politiche post voto. Il campo largo del Patto per l’Abruzzo ha subito pensato che si trattasse della Riserva del Borsacchio, il cui taglio da 1.100 ettari a 24 è stato, senza ombra di dubbio, il maggiore terreno di scontro in campagna elettorale.
In realtà Marsilio ha evitato di finire in pasto all’opposizione inviando il 18 marzo scorso una lettera a Luisa Calindro, coordinatrice dell’Ufficio per le autonomie speciali e per l’esame di legittimità costituzionale della legislazione delle Regioni e delle Province autonome.
Siamo venuti in possesso della missiva che ha disinnescato lo stop da parte del Governo 24 ore prima che esplodesse una sorta di “bomba” post elettorale. Marsilio di fatto è sceso a patti con l’esecutivo nazionale impegnandosi a mettere in atto un ravvedimento operoso. E lo ha fatto nei giorni immediatamente precedenti al Cdm di ieri, rispondendo a una precisa osservazione e disarmandola in tempo. Ecco il testo integrale della lettera.
«Con la presente si formalizza l’impegno della Regione Abruzzo a sostituire il testo dell’articolo 25 della legge regionale 4/2024, rubricato “Modifiche all’articolo 69 della legge regionale 6/2005 -sostituzione cartografia allegata” con una nuova formulazione che preveda l’avvio del procedimento previsto dall’articolo 138 del d.lgs. 42/2004 finalizzato alla dichiarazione di notevole interesse pubblico dell’area in considerazione e all’individuazione di specifiche prescrizioni per la tutela e valorizzazione del paesaggio.
La nuova formulazione dell’articolo 25 riconoscerà, inoltre, come provvisorio il perimetro tracciato dallo stesso e riconsidererà i confini della Riserva naturale nel rispetto delle procedure e delle garanzie partecipative, assicurando, fino al completamento della procedura di riperimetrazione della Riserva regionale in questione, le misure di salvaguardia previste dagli strumenti di pianificazione ad oggi vigenti e l’impegno a non assumere iniziative in contrasto con la “precedente” perimetrazione.
La nuova formulazione dell’articolo in esame - in fase di elaborazione da parte dei competenti Uffici - sarà presentata con apposito progetto di legge o emendamento e potrà essere oggetto di presentazione, discussione ed approvazione nella prima seduta consiliare utile. Distinti saluti». Firmato: Marco Marsilio.
In parole più semplici la legge che taglia drasticamente la riserva è stata congelata dalla stessa Regione prima che a farlo fosse il governo. Ma verrà riproposta con nuovi perimetri decisi solo dopo ascoltato tutti i portatori di interesse, a partire dall’amministrazione di Roseto e gli ambientalisti. È stata invece formalmente osservata e ritenuta in contrasto con i principi costituzionali la norma inserita nella stessa legge di Stabilità sul recupero abitativo dei sottotetti che ne prolungava di un anno il termine entro il quale gli stessi sono stati realizzati. (l.c.)
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