Botte a nonna e zio per i soldi Arrestato il pugile gambizzato

31 Maggio 2015

Emanuel Zuanel ai domiciliari e con il braccialetto elettronico dopo le indagini della squadra mobile L’aggressione in via Basento: il 32enne è entrato in casa dopo essersi arrampicato fino al balcone

PESCARA. Arresti domiciliari e braccialetto elettronico. Non sono terminati i guai con la giustizia per Emanuel Zuanel, il pugile di 32 anni gambizzato e picchiato il 19 aprile in strada, in via Lago di Capestrano. Gli uomini della squadra mobile, gli stessi che hanno individuato e arrestato i suoi aggressori di allora, lo hanno arrestato per i reati di tentata estorsione e lesioni personali in relazione a un episodio che si è verificato in via Basento solo due giorni prima della sparatoria.

Era il 17 aprile quando Zuanel, disoccupato, senza soldi e padre da pochissimo tempo, si sarebbe presentato a casa della nonna per chiedere denaro. Per entrare non sarebbe entrato dalla porta ma si sarebbe arrampicato fino al balcone e quindi avrebbe bussato con insistenza ai vetri della finestra per farsi aprire. Con modi aggressivi avrebbe sollecitato la consegna di denaro, condendo il tutto con insulti e minacce di morte nei confronti della nonna. Per difenderla sarebbe intervenuto uno zio invalido, figlio della donna, ma Zuanel non avrebbe gradito per cui ne sarebbe nata una colluttazione e ad avere la peggio è stato proprio lo zio, trasportato in ospedale e ricoverato (con una prognosi di 30 giorni) per problemi seri a una spalla.

Zuanel non sarebbe riuscito a ottenere il denaro che pretendeva, così come non ci sarebbe riuscito la notte precedente, quando - sostiene la polizia - si era presentato in quella abitazione con modalità analoghe, e cioè arrampicandosi attraverso i tubi delle acque piovane e tentando di sfondare la finestra con una marmitta per auto. Avrebbe detto di avere bisogno di soldi proprio per la marmitta, ma la nonna temeva che li avrebbe usati per acquistare droga, respingendo tutte le pretese del nipote e sentendosi urlare contro ingiurie e minacce.

Un buco nell'acqua per il pugile, evidentemente disperato, talmente bisognoso di soldi da tornare alla carica nelle ore successive per convincere la nonna a sovvenzionarlo. L'intervento dello zio lo avrebbe infastidito parecchio per cui, sostiene sempre la polizia, Zuanel lo avrebbe spinto e fatto cadere a terra e poi, uscendo, gli avrebbe anche danneggiato l'auto, rompendo parabrezza e finestrini. Nei minuti successivi a questa sceneggiata è arrivato in via Basento il personale della squadra volante che ha ricostruito i fatti, raccogliendo delle testimonianze che incastrerebbero il pugile, mentre l'ambulanza si è occupata di trasportare lo zio ferito in ospedale, dove è stato ricoverato in Ortopedia. Andando a fondo di questa vicenda la polizia ha scoperto che già in passato la nonna del pugile si è sentita chiedere del denaro, e ha accontentato il nipote anche per timore che reagisse violentemente, e già in un’occasione aveva sporto denuncia. Sulla base di quanto emerso, il personale della squadra mobile ha ricostruito il quadro completo e il sostituto procuratore Gennaro Varone ha chiesto - e ottenuto dal gip Maria Michela Di Fine - la misura cautelare per il pugile che, appena due giorni dopo questo fatto, è stato gambizzato in via Lago di Capestrano e poi picchiato da sei persone, individuate sempre dalla polizia e arrestate. Pare che alla base di quel pestaggio ci fossero proprio le continue richieste di soldi di Zuanel, che dice di aver bisogno non solo di denaro per andare avanti, ma anche di un lavoro. Nelle ultime ore la squadra mobile lo ha rintracciato in ospedale, dove gli stavano medicando le ferite, e gli ha applicato il braccialetto elettronico, per poi condurlo a casa, ai domiciliari.

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