Botte fra gli ultrà, scattano dodici arresti

Agguato con spranghe e lancio di oggetti prima della gara: nei guai sette tifosi del Francavilla e cinque dell’Aquila
FRANCAVILLA AL MARE. Dodici ultrà arrestati e due carabinieri feriti. È il bilancio di quella che doveva essere una tranquilla domenica da passare con gli amici a fare il tifo per la propria squadra di calcio e invece la giornata si è chiusa con violenti scontri in strada. Si conoscevano le vecchie ruggini tra le tifoserie del Francavilla e dell’Aquila, ma non ci si aspettava che ancor prima della partita scoppiasse una rissa in mezzo alla strada, sulla Nazionale, intorno alle 15, con i carabinieri schierati in numero non sufficiente, almeno all’inizio, a sedare la calca.
L’appuntamento per gli ultrà giallorossi prima della partita è stato come sempre al bar Joia, in via Pola. Da lì una trentina di loro si è avviata a piedi verso lo stadio Valle Anzuca. All’incrocio con la statale Adriatica, l’incontro con i tifosi aquilani: una trentina in tutto, arrivati con tre pulmini proprio in quel punto e in quel momento.
Secondo i carabinieri sono stati i francavillesi ad aprire le ostilità, anche se è facile ipotizzare che entrambe le tifoserie si siano subito scaldate. «Sono volati accendini, bastoni e bottiglie di vetro», dice il comandante dei carabinieri della compagnia di Chieti, Massimo Capobianco. «Due dei nostri», aggiunge, «sono rimasti feriti, uno al polso e l’altro alla schiena, con prognosi di 5 e 7 giorni». Pare che all’inizio fossero solo in tre a fare da barriera tra giallorossi e rossoblù. Poi sono arrivati i rinforzi, con una decina di militari dell’Arma che è riuscita a riportare la calma. La partita è finita bene per la squadra di casa, male per L’Aquila, rimontata in modo alquanto rocambolesco (3-2 in finale). Ma la festa degli ultrà di casa è terminata presto, per quelli dell’Aquila non è mai cominciata. Ieri mattina, i carabinieri hanno arrestato 12 tifosi per lancio di materiale pericoloso in occasione di manifestazioni sportive, resistenza, lesioni, oltraggio e rissa. Sette sono sostenitori del Francavilla, cinque gli aquilani. Si sta valutando la posizione di altre persone che potrebbero aver partecipato agli scontri. I francavillesi nei guai sono Lorenzo Ballone, 19 anni, Emiliano Coccione, di 40, Pasquale Crispino e Dario Tosto, di 32, Marco Savini e Dario Rossicone, di 30, Eros Domenicucci, 34. Il sostituto procuratore Fabio Picuti, invece, ha disposto gli arresti domiciliari per gli aquilani Pierluigi Tomei, 33 anni, Angelo Lauria, di 23, Armando Cianca, 42enne, e i fratelli gemelli Marco e Giulio Moscardelli, 28 anni. Questa mattina nel tribunale dell’Aquila sono in programma sia la convalida che il processo per direttissima. Le indagini nel capoluogo abruzzese sono state portate a termine dal maggiore Edoardo Commandè, a capo del nucleo investigativo dell’Arma. Gli investigatori sono riusciti a risalire ai tifosi incrociando le immagini dei filmati girati al momento degli scontri con le foto scattate al pubblico sugli spalti. A tradire gli ultrà, alcuni dei quali hanno agito a volto scoperto o parzialmente travisato da sciarpe, sono stati i vestiti indossati.
Provvedimenti amministrativi connessi alle manifestazioni sportive sono al vaglio dei carabinieri e, probabilmente, potranno riguardare un numero più ampio di tifosi. Al momento i dodici sono tutti ai domiciliari.
A Francavilla si pensava che l’udienza per direttissima potesse tenersi già nella mattinata di ieri, ma gli atti sono arrivati sul tavolo del pm di Chieti, Giuseppe Falasca, troppo tardi per permettere la celebrazione dell’udienza. L’appuntamento è invece per questa mattina alle 10 al tribunale teatino, dove ieri erano già arrivati gli avvocati di fiducia Goffredo Tatozzi, Alessio Di Censo e Gianluca Carlone, insieme agli avvocati d’ufficio Giuseppe Pagano e Alessandra Paolini. Insieme a loro c’erano anche tre tifosi del Francavilla a portare la loro solidarietà.
Tra i dodici, alcuni sono incensurati, altri hanno precedenti legati al calcio. Sono questi che rischiano di più. Ma a rischio c’è anche un matrimonio, quello del barista Crispino nella città adriatica, che deve sposarsi tra una settimana. Tra gli altri arrestati ci sono pure il suo testimone e alcuni invitati al matrimonio.
E intanto molti a Francavilla si chiedono come sia potuto accadere che le due tifoserie si siano incontrate faccia a faccia. È vero che si tratta di un campionato di serie D, ma è anche vero che l’astio era noto, visto che dieci anni fa c’era stato un episodio del tutto analogo. E dunque resta l’interrogativo su come mai i tifosi aquilani non siano stati scortati sino al loro posto, come avviene quando una partita è a rischio.
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