Botte, insulti e minacce alla compagna: a processo

POPOLI. Maltrattamenti in famiglia e lesioni personali: sono i due reati dai quali un 48 anni, residente in un paese della provincia di Pescara, dovrà difendersi davanti ai giudici del collegio il...
POPOLI. Maltrattamenti in famiglia e lesioni personali: sono i due reati dai quali un 48 anni, residente in un paese della provincia di Pescara, dovrà difendersi davanti ai giudici del collegio il prossimo 11 gennaio.
Il gup Francesco Marino lo ha rinviato a giudizio, ritenendo più che valida la denuncia della ex convivente che fece scattare l’inchiesta a suo carico. Una delle tante storie di violenza, verbale e fisica, maturate dentro le mura di casa e non solo, con l’epilogo della separazione. Questa volta, a fare le spese di questi maltrattamenti non è stata solo la donna, ma anche i due figli che quest'ultima aveva avuto da una precedente unione.
I fatti contestati dalla parte offesa e costituitasi parte civile (assistita dall'avvocatessa Roberta Sanelli), coprono un arco temporale che va dal 2019 al febbraio del 2022. Da quella relazione nacque anche una terza figlia della donna. Un’indole «particolarmente aggressiva», afferma la parte offesa parlando del convivente, «che sfociava in comportamenti minacciosi: condotte che si sono ripetute quasi quotidianamente anche nei confronti dei bambini». E qui il riferimento della donna è soltanto ai suoi due figli avuti prima dell’unione con l’uomo. Quest’ultimo, stando a quanto denunciato dalla donna, rientrava in casa e imponeva il silenzio assoluto ai bambini, perché doveva guardare la televisione e «ricorreva», si legge ancora nella denuncia, «ad aspri rimproveri e soprattutto inaccettabili ed umilianti castighi (ad esempio mettendo il bambino seduto con il viso contro il muro con divieto di parlare)». Una volta allontanato da casa, le sue aggressioni sono diventate molto più incisive e violente nei riguardi della donna, anche per una sorta di gelosia. La donna veniva apostrofata con termini estremamente volgari e minacciata con frasi, si legge nel capo di imputazione, del seguente tenore: «Se mi tradisci ti metto sulla sedia a rotelle»; e tempestata di telefonate e messaggi: «brutta stronza, putt... io ti sgozzo con il coltello». Minacce rivolte anche nei confronti dei genitori della donna e qualche volta anche davanti ai bambini. La donna veniva spesso pedinata durante i suoi giri quotidiani nei negozi e spesso fatta oggetto di appostamenti sotto casa.
L’episodio più violento, che viene riportato anche nel capo di imputazione, si sarebbe verificato il 31 dicembre del 2021 quando la donna andò all’appuntamento con l'ex per consegnargli la figlia. Quando scende dall’auto viene investita da una serie di insulti pesanti e, quando la bambina entra in macchina, lui si avvicina alla donna, la schiaffeggia, la scaraventa contro la sua auto e poi la butta a terra facendole battere il capo e continuando ad insultarla. Lesioni personali riscontrate dai sanitari del pronto soccorso: “trauma cranico non commotivo, contusione costale destra”, scrivono i medici sul referto.
Adesso questa brutta storia verrà ripercorsa davanti ai giudici del collegio che dovranno stabilire se l'uomo è colpevole o meno di tutte quelle aggressioni verbali e non.
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