Box in plexiglass in spiaggia? «Neanche per sogno»

Bocciatura generale dagli stabilimenti. Padovano (Sib): è folle sistemare famiglie in recinti di plastica a 40 gradi all’ombra
PESCARA. No ai box in plexiglass sulle spiagge. Riccardo Padovano, presidente del Sib balneatori della Confcommercio, boccia l'idea progettuale che arriva dalla Romagna e che avrebbe l'obiettivo di garantire la protezione tra un ombrellone e l'altro ai tempi del coronavirus.
«Sono letteralmente indignato, amareggiato e quasi senza parole dopo questa idea uscita fuori nelle ultime ore per attrezzare le spiagge con box di plexiglass in modo da poter far avviare la stagione balneare», tuona Padovano, «ma siamo matti a pensare di poter mettere dentro un recinto di plastica una famiglia con quaranta gradi all'ombra? L'idea deve essere subito accantonata. Chiudere in un contenitore le persone potrebbe accentuare i problemi della sicurezza, non certo risolverli».
Si pensi piuttosto alla ripartenza: «Alla luce di questa emergenza», chiarisce Padovano, «è ancora prematuro pensare a come allestire gli stabilimenti, sapendo che questa è una decisione che non spetta a chi vuol mettersi in mostra, ma al ministero della Salute». Quindi, Sib «ribadisce il suo forte no ai plexiglass sulla spiaggia e il sì incondizionato a un serio progetto che preveda il distanziamento sociale sulle spiagge e il ripristino della stagione balneare in condizioni di massima sicurezza, con la speranza di sconfiggere al più presto il Covid».
Sulla stessa lunghezza d'onda gli altri balneatori. Un progetto «avveniristico e improponibile» è l'opinione di Massimiliano De Luca, Lido Nausica a Francavilla. Fare investimenti col plexiglass sulle spiagge? «Un'idea terribile», taglia corto Francesca Caldarelli Liuzzi, del lido Penelope a mare, riviera nord di Pescara. «Sono scettico», è il commento di Luca Cardano, titolare di Alcyone a Pescara, «a parte che con il caldo diventerebbero dei forni crematori, ma nel caso di una bufera di vento che trascinerebbe via tutto, sarebbe una strage sulla spiaggia. No, è una soluzione campata in aria».
Andrea Lancia, dello stabilimento Mila a Porta Nuova, si dice «allibito». E' contro il progetto di cabine in plastica sulla spiaggia «dentro le quali non tirerebbe un filo d'aria. Se si deve soffocare in quei box, tanto vale stare a casa». (r.c.)

