Bozza: non possiamo violare la legge

11 Giugno 2020

Il presidente del tribunale: personale in aumento, ma riaprire tutto è impossibile

PESCARA. «Le argomentazioni addotte dagli avvocati sono sicuramente condivisibili e comprensibili: tutti hanno il diritto di lavorare, ma purtroppo non possiamo superare quella che è la legge». Per il presidente del tribunale di Pescara, Angelo Mariano Bozza, il problema principale delle lamentele dell'avvocatura pescarese, è legato alle cancellerie.
«Bisogna rendersi conto», aggiunge Bozza, «innanzitutto che a oggi non è possibile riaprire tutto perché l'epidemia non è ancora scomparsa anche se o dati sono confortanti, ma soprattutto c'è il fatto che noi siamo comunque in lavoro agile, previsto dal decreto legge governativo, e non abbiamo quindi le cancellerie a pieno ritmo. Ma questo, come detto, è previsto dalla legge ed è immodificabile fino al 31 luglio, a meno che il Governo non decida diversamente». Non solo: oltre al lavoro agile, il tribunale ha anche una scopertura di personale del 40 per cento che complica ancor di più le cose, oltre a chi usufruisce degli istituti a loro riservati come ad esempio la legge 104.
«Mi rendo conto», continua il presidente, «che tutto sta ripartendo, mentre invece il lavoro professionale degli avvocati riprende a ritmo molto allentato. E sotto questo aspetto hanno ragione perché c'è una sorta di disparità di trattamento, ma io non posso che attenermi alla legge. Certo è che tutto quello che si potrà fare lo faremo. Ho già ampliato alcuni protocolli del civile, ma nel penale non si può adesso procedere in via ordinaria. Siamo sempre in un periodo intermedio che non prevede un regime ordinario: è una seconda fase che peraltro è stata concordata con gli stessi avvocati». Bozza sta comunque facendo piccoli passi per cercare di risolvere queste questioni legate principalmente al lavoro delle cancellerie, sia civile sia penale.
«Va pure detto», precisa Bozza, «che le prenotazioni nelle cancellerie del civile sono ancora poche: ci sono delle scoperture, così come nel penale, dove i problemi sono superiori in quanto sono meno informatizzate. Aumenteremo a breve la presenza in ufficio del personale in una sorta di progressione che sta andando avanti da maggio, ma resta comunque il limite del termine dell'emergenza al 31 luglio per il lavoro agile. L'ufficio notifiche adesso funziona a pieno ritmo anche se a prenotazione, ed è chiaro che lì c'è forse l'arretrato più grosso. Abbiamo anche deciso, per agosto, periodo feriale, di trattare comunque tutte quelle materie, come ad esempio quelle di volontaria giurisdizione, che possono essere lavorate, per ridurre il carico di arretrati che si è creato. La buona volontà per agevolare anche l'avvocatura c'è, ma dove c'è il limite della legge io non vado certo oltre». (m.cir.)