Braccianti agricoli, permessi prorogati

Gli stranieri possono restare fino al 15 giugno. Coldiretti: «Un bene, soprattutto per il Fucino»
L’AQUILA. Anche in Abruzzo, come nel resto d’Italia, sono prorogati i permessi di soggiorno per lavoro stagionale in scadenza al fine di evitare agli stranieri di dover rientrare nel proprio Paese proprio con l’inizio della stagione di raccolta nelle campagne. Lo rende noto Coldiretti che, a livello nazionale, aveva chiesto urgentemente il provvedimento per sopperire alla mancanza di manodopera stagionale in agricoltura e non pregiudicare le fornitura di generi alimentari a negozi e supermercati. La proroga secondo la circolare del ministero degli Interni, spiega Coldiretti Abruzzo, dura fino al 15 giugno e riguarda i permessi di soggiorno in scadenza dal 31 gennaio al 15 aprile».
«In Abruzzo l’esigenza della proroga era particolarmente sentita nella zona del Fucino che vive principalmente di orticoltura» spiega Angelo Giommo, presidente di Coldiretti L’Aquila «in questi giorni gli agricoltori stanno provvedendo al trapianto di ortaggi quali finocchi, radicchio e insalate varie, tra qualche settimana si semineranno le patate, mentre nel mese di maggio inizieranno i primi raccolti di ortaggi. Tutte operazioni che vengono tradizionalmente fatte con l’ausilio di manodopera straniera», aggiunge Giommo, «basti pensare che nella Marsica ci sono moltissime comunità di marocchini, macedoni ed albanesi ma non mancano romeni e pakistani. Si tratta di lavoratori che permettono di poter soddisfare le esigenze di manodopera di un territorio tra i più importanti in Italia per la produzione di ortaggi che, oggi più che mai, ha bisogno di essere sostenuto per salvare la produzione dopo la chiusura delle frontiere».
Secondo Coldiretti, però, ora è necessaria una radicale semplificazione del voucher agricolo che possa consentire soprattutto da parte di cassaintegrati e studenti italiani lo svolgimento dei lavori nelle campagne in un momento in cui scuole, università, attività economiche ed aziende sono chiuse e molti lavoratori in cassa integrazione potrebbero trovare una occasione di integrazione del reddito proprio nelle attività di raccolta nelle campagne.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

