Braccio di ferro Lega-Forza Italia Masci: senza accordo decido io

17 Giugno 2019

Il partito di Salvini non arretra: 4 assessori, l’ingresso di altrettanti eletti in Consiglio e la presidenza Sospiri: «Impossibile, sarà il sindaco a tirare la riga». Il primo cittadino: userò un criterio oggettivo

PESCARA. È arrivato il momento di cercare un equilibrio tra le forze di maggioranza, per comporre la giunta che affiancherà il neo sindaco Carlo Masci. Oggi lo stesso Masci ne parlerà nel primo incontro (alle 16.30 in Comune) con i rappresentanti di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, Udc, Pescara futura e Amare Pescara che si sono già visti lunedì scorso senza il sindaco per una sintesi di tutte le istanze. Ma non ci sono posti a disposizione per tutti: gli assessori saranno nove, di cui quattro donne, e la decima casella riguarda la presidenza del consiglio comunale. Necessariamente qualcuno dovrà rinunciare a qualcosa e proprio per questo Masci chiederà a liste e partiti di «trovare una sintesi, perché c’è un numero di posizioni da assegnare» oltre il quale non si può andare, dice Masci ricordando che per la ripartizione si dovrà tenere conto dei «consensi riportati».
Se questa sintesi sarà individuata dai rappresentanti della maggioranza «poi concorderò i nomi degli assessori. Se non sarà così, farò la mia proposta trovando un criterio oggettivo. Cioè, lo troverò io se non lo trovano loro, ma sono tranquillo perché so che il buonsenso porterà i partiti a individuare una soluzione».
Oggi, comunque, Masci è pronto ad «ascoltare, a recepire le istanze», essendo il primo incontro. Se le istanze dovessero «rientrare nella griglia» composta da dieci caselle, si potrebbe già parlare di nomi. Masci sceglierà i componenti dell’esecutivo per «competenza, conoscenza dei problemi e capacità di risolverli», come ha annunciato nei giorni scorsi. Ma è difficile che l’intesa venga raggiunta subito perché la Lega non intende scendere sotto i «quattro assessori», ed è solo un dato di partenza. «Vorremmo che la coalizione ci riconoscesse anche la presidenza del consiglio, senza pregiudicare la presenza in giunta», dice il coordinatore provinciale Luca De Renzis. Chiede quattro presenze nell’esecutivo perché la Lega è interessata a «governare la città» e poi con l’ingresso di quattro eletti in giunta, al loro posto entrerebbero in consiglio i primi non eletti cioè Andrea Salvati, Patrizia Martelli, Cristian Orta e Mauro Renzetti, ognuno dei quali ha superato le 400 preferenze. Per De Renzis va prima discussa la composizione della giunta e poi la presidenza del consiglio, «a cui puntiamo e che non è barattabile con un assessorato». Boccia, quindi, l’ipotesi dei «tre assessori più la presidenza» circolata nei giorni scorsi. Per Lorenzo Sospiri, presidente del Consiglio regionale, il ragionamento della Lega non regge. Ciò che chiede il partito di Salvini «non è possibile» perché «non lo possono avere», se il rapporto da rispettare è quello di un assessore ogni due consiglieri eletti, e dovrà essere il sindaco a «tirare la riga». Masci dovrà decidere se «accontentare tutte le liste o se a quelle minori va dato uno spazio minore, e queste sono delle scelte politiche che spettano a lui. E poi la Lega, al cui interno forse c’è un po’ di competizione, deve farsi carico della questione femminile, deve dare i nomi delle donne». In questo momento «ognuno deve rinunciare a qualcosa», dice Sospiri, «a meno che non si voglia continuare a fare finta che non esiste un rapporto tra numero di eletti e giunta».
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