Bracco: «Chiudere subito i tunnel della morte»

21 Giugno 2017

Francavilla. A pochi giorni dall’ultima tragedia che è costata la vita a un 29enne il consigliere rilancia e sostiene la tesi dell’Aifvs: «Le gallerie non sono a norma»

FRANCAVILLA AL MARE. «Chiudere i “tunnel della morte” fino a quando non verranno messi in sicurezza». Leandro Bracco, consigliere di Sinistra italiana, sposa l'appello di Paolo D'Onofrio, (referente regionale dell'Aifvs, l’associazione italiana familiari e vittime della strada), dopo l'ennesima tragedia accaduta nella galleria Le Piane, sulla variante 16, nella circonvallazione pescarese che va da Francavilla al Mare a Montesilvano.
«Come ha già sottolineato D'Onofrio, nelle due gallerie che si susseguono, Le Piane e San Silvestro», afferma Bracco, «in dieci anni, sono state una ventina le vittime. Non si tratta di semplici incidenti, ma di tragedie causate da sbandamenti e uscite di strada che si sarebbero potute evitare se la Variante e le gallerie fossero state progettate secondo le direttive europee, cioè con corsie ampie e non a doppio senso di marcia». Dopo la scomparsa di Vito Liberatore, il 29enne di Ropccamontepiano (Chieti) deceduto dopo un frontale con un furgone nella galleria Le Piane, anche il sindaco di Francavilla, Antonio Luciani, ha lanciato un appello affinché si proceda con l'installazione di sorpassometri e autovelox fissi che scoraggino chi guida senza rispettare i limiti di velocità, mettendo quindi a rischio la vita propria e quella altrui. Ma non basta. Per Bracco, la strada va messa in sicurezza con interventi di notevole impatto che incidano sullo spazio. «Tramite l'avvocatessa Luciana Gabriella Di Nardo», prosegue il consigliere, «l'associazione Aifvs si costituirà parte civile per la morte di Liberatore. Ogni volta che una persona perde la vita, l'Aifvs torna giustamente a chiedere l'installazione di videocamere di sicurezza e, spesso, gli amministratori locali affermano che sono in itinere gli appalti e la messa in opera. Intanto le persone continuano a morire e chi è addetto ai controlli fa poco o nulla. Non sono presenti spartitraffico e chi percorre ogni giorno quella strada sa che le autoi corrono all'impazzata». Eppure, nel progetto originario, erano presenti le doppie canne e tunnel a sensi unici.
«Poi invece ci siamo ritrovati con corsie talmente» riprende Bracco, «e con minimi spazi di manovra, senza vie di fuga, e con il rischio che i mezzi entrino in collisione. E se i mezzi si toccano mentre sono in velocità, s’innescano carambole mortali. Nella tragedia in cui è morto Vito Liberatore, un furgone ha sbandato. La persona alla guida del furgone stesso si è definito “vittima della galleria” e ha pienamente ragione. I “tunnel della morte” vanno chiusi fino a quando non verranno messi a norma. La politica» chiosa Bracco «non può e non deve rimanere inerte. I decessi continui di persone senza colpa alcuna devono servire da monito affinché chi di dovere si assuma le proprie responsabilità».
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