Bracconiere 70enne scoperto e denunciato

I carabinieri forestali sequestrano le trappole per i selvatici che l’uomo aveva nascosto a Bolognano
BOLOGNANO. Aveva posizionato dei lacci di acciaio nei punti di passaggio degli animali selvatici: strumenti micidiali soprattutto per la cattura sistematica dei cinghiali che, grazie a questo stratagemma, una volta finiti in trappola non hanno più possibilità di scampo. Ma, grazie alle attività investigative dei carabinieri forestali del nucleo Cites di Pescara guidato da Annamaria Angelozzi, il cacciatore di frodo è stato identificato dalle fototrappole e deferito all’autorità giudiziaria per esercizio di caccia con strumenti non consentiti.
Si tratta di un settantenne di Cappelle sul Tavo che si muoveva sul territorio di Bolognano. Oltre ai lacci metallici, l’uomo aveva cosparso il manto erboso di mucchi di granturco, alimento di cui si cibano i cinghiali, e realizzato anche un’altana, ossia una piattaforma sopraelevata che si utilizza per uccidere dall’alto gli animali rimasti intrappolati. I militari sono riusciti a individuare il cacciatore dopo diverse segnalazioni fatte dai cittadini e grazie anche all’utilizzo di telecamere ad infrarossi posizionate a Bolognano nell'ambito dei controlli antibracconaggio. Gli strumenti abusivi, utilizzati dal bracconiere per facilitarsi le operazioni di caccia, sono stati rimossi e sequestrati. L’area intorno alle trappole è stata bonificata. Le attività investigative sono state coordinate dal sostituto procuratore Rosangela Di Stefano della Procura della Repubblica di Pescara, mentre i controlli antibracconaggio da parte dei militari del nucleo Cites stanno proseguendo in questi giorni sull’intero territorio abruzzese. L'utilizzo di lacci metallici per la cattura degli ungulati è una pratica diffusa in determinate zone d’Abruzzo. Generalmente i bracconieri posizionano le trappole per riuscire a prendere cinghiali, cervi, daini e caprioli di notte, quando c’è poco movimento, o durante la settimana, in modo da poterli uccidere con tutta calma di giorno o nel weekend, durante le normali battute di caccia. Oltre alle operazioni investigative e ai controlli antibracconaggio, nel corso del 2018 le attività dei carabinieri forestali del Cites hanno portato a individuare dieci allevamenti di animali privi dell'autorizzazione prefettizia, la maggior parte dei quali di proprietà di cacciatori che utilizzavano gabbie e altri strumenti illegali. Nell'ambito delle operazioni a tutela della fauna in via di estinzione, sono state elevate 19 denunce penali per violazioni alla Convenzione di Washington e per maltrattamenti sugli animali e sono state elevate 17 sanzioni amministrative per un ammontare complessivo di 12.000 euro.

