Brexit fa risparmiare su hotel e ristoranti

21 Luglio 2016

Euro più forte sulla sterlina ma è un fenomeno momentaneo

Chi sta per trascorrere qualche giorno di vacanza in Gran Bretagna potrà risparmiare un po’ di soldi. La Brexit - la vittoria del leave al referendum per decidere sull’uscita del Regno Unito dall’Unione europea - ha sì seminato tempesta sui mercati e infranto il sogno di un continente unito, ma sta dando anche un piccolo vantaggio a chi oltremanica andrà per turismo o per lavoro. Il crollo della sterlina - giunto immediatamente dopo l’esito delle consultazioni e proseguito in modo più lento nelle settimane successive - fortifica l’euro, rendendo noi italiani che andiamo in vacanza a Londra consumatori più forti. Il tasso di cambio naturalmente resta sfavorevole: a mezzogiorno di giovedì scorso un pound veniva scambiato a 1,19 euro. Ma si tratta di un valore molto più conveniente rispetto a quello pre-Brexit. E se il 23 giugno era arrivato a circa 1,31 euro, proprio prima della caduta libera, il 17 novembre dello scorso anno si era verificato l'ultimo picco che aveva portato una sterlina alla cifra di 1,43 euro. Ora, quindi, viaggiare nel Regno Unito conviene di più. Dove si possono ottenere i maggiori vantaggi? Ovviamente in bar, ristoranti e negozi d’oltremanica. Chi pagherà in contanti cambiando la moneta in questo momento - meglio farlo nella propria banca e non in Gran Bretagna o all’aeroporto di partenza, visto che le commissioni possono essere più alte - è avvantaggiato, al pari di coloro che decideranno di prelevare nei bancomat anglosassoni o di pagare con la carta di credito, visto che l'addebito sul conto corrente avviene in base al valore corrente della sterlina. Ma anche chi paga l'hotel sul posto o lo ha prenotato via Internet senza saldare il conto (ad esempio attraverso il portale Booking.com) potrà risparmiare un po’ di soldi. Se, ad esempio, il 23 giugno un italiano avesse prenotato un albergo a Londra prevedendo di spendere 100 euro a notte, al check-out riceverà una piacevole sorpresa. Il prezzo bloccato su Booking.com, infatti, si riferiva al cambio dell'epoca e non a quello attuale. Il 23 giugno 100 sterline valevano 131 euro. Oggi circa 119: un risparmio di 12 euro al giorno. A confermare il funzionamento della prenotazione online è direttamente l'ufficio stampa del portale olandese. «Se la sterlina si manterrà debole ci aspettiamo una diminuzione degli arrivi dei britannici verso l’Europa - aggiunge inoltre Andrea D’Amico, direttore di Booking.com per l'Italia - ma allo stesso tempo anche un aumento di presenze nelle strutture del Regno Unito dovuto all’incremento di turismo domestico e di arrivi di europei incentivati dal cambio favorevole». I tour operator, invece, vendono i pacchetti viaggio del catalogo estivo allo stesso prezzo di prima. A confermarlo Franco Caputo, responsabile di Cocktail Viaggi, agenzia milanese specializzata sui soggiorni oltremanica che opera in tutta Italia. «Una persona che oggi dovesse prenotare uno dei nostri viaggi - spiega Caputo - lo farebbe a un prezzo più alto rispetto al cambio attuale, visto che noi abbiamo riservato i pacchetti alle condizioni economiche di inizio stagione. In ogni caso stiamo vendendo ugualmente i viaggi versi il Regno Unito e rispetto all’anno scorso c’è stata solo una leggera flessione. Probabilmente in futuro la sterlina tornerà più forte - conclude Caputo - in quanto in Gran Bretagna si prevede un’inflazione più elevata, perciò credo che i vantaggi per noi italiani siano solo immediati e non nel lungo periodo». Brexit o non Brexit, l’Inghilterra resta comunque una delle nazioni più visitate dagli italiani durante le vacanze estive.