Brioni: al via la trattativa sui tagli I sindacati: soluzioni alternative

15 Aprile 2021

PENNE. È partita ieri, al tavolo di Confindustria Chieti-Pescara, la trattativa tra sindacati e manager Brioni per scongiurare l'esubero di 320 lavoratori. Nessuno scontro, al momento, ma l’attenzione...

PENNE. È partita ieri, al tavolo di Confindustria Chieti-Pescara, la trattativa tra sindacati e manager Brioni per scongiurare l'esubero di 320 lavoratori. Nessuno scontro, al momento, ma l’attenzione dei sindacati è altissima.
L'azienda, oltre ad un esubero di 320 dipendenti, prevede una riduzione della produttività degli stabilimenti di Penne, Civitella Casanova e Montebello di Bertona. Un taglio dettato principalmente da due fattori: regolare la produttività sulla base delle commesse e fronteggiare la crisi economica accentuata dalla pandemia. Nel piano industriale i vertici Brioni hanno stabilito anche di voler diversificare la produzione puntando sugli accessori e sull'abbigliamento di alto livello per il tempo libero.
Al tavolo di ieri, oltre ai rappresentanti di categoria di Cgil, Cisl e Uil, sono intervenuti il direttore delle operazioni industriali Brioni, Vittorio Quattrone, il capo delle risorse umane Alessandro Paparelli, e Pierpaolo Petrucci (risorse umane). A rappresentare Confindustria Chieti-Pescara, il direttore Luigi Di Giosaffatte e il funzionario Massimo Cervellini.
Spiegando come stanno le cose il segretario Femca-Cisl, Leonardo D'Addazio dice che «al tavolo ministeriale erano presenti tutti gli attori che possono determinare un risultato utile affinché questa situazione impatti il minimo possibile a livello sociale. Ognuno dovrà svolgere il proprio ruolo. Non ci dovranno essere sovrapposizioni».
«Abbiamo ricevuto rassicurazioni direttamente dal Ceo Mehdi Benabadji sul fatto che nulla si produrrà al di fuori dei siti produttivi vestini», prosegue Antonio Perseo, segretario provinciale Filctem-Cgil. «Nel 2016 l'azienda annunciò un esubero di 402 lavoratori. Dopo una serie di trattative e l'utilizzo di diversi ammortizzatori sociali uscirono da Brioni 150 lavoratori e per tutti gli altri iniziò una riduzione di orario a 32 ore. Adesso, ricordando il prezzo pagato, già molto alto, non possiamo permetterci che le maestranze paghino ancora», chiarisce ancora Perseo. Insomma, la trattativa proseguirà.
«Stiamo valutando soluzioni alternative alla riduzione di personale. Ci sono gli ammortizzatori sociali da poter utilizzare ed anche la riconversione del personale attraverso la formazione. Al momento non c'è alcuno scontro, l'ottica è di trovare una soluzione», precisa Debora Del Fiacco, segretario generale Uiltec-Uil Abruzzo, ricordando che «il piano industriale presentato è frutto del calo del fatturato e dei volumi produttivi».
«Sarà necessario valutare il piano nella sua complessità, cercando soluzioni alternative alla riduzione di personale. Si dovranno mettere in campo tutte le strategie possibili, dall'utilizzo degli ammortizzatori sociali alla riqualificazione del personale, e utilizzare anche il Fondo nuove competenze e il sostegno delle istituzioni regionali, in una logica di condivisione con l'azienda per evitare azioni unilaterali», concludono in modo unitario le tre sigle. Dal canto suo «la Regione è pronta a fare la propria parte », afferma l’assessore alle Politiche del lavoro, Pietro Quaresimale. «Ero presente al tavolo del ministero dello Sviluppo economico e ho verificato la linea che intende adottare Brioni per la produzione. È ancora presto per fare valutazioni sullo stato della vertenza, anche se l’azienda conferma il taglio occupazionale», conclude.
Della difficile situazione della Brioni si è parlato anche nell’incontro promosso ieri dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo con i sindacati, le associazioni di categoria e alcune amministrazioni pubbliche.