Brioni, con la lana abruzzese capi d’alta moda a chilometro zero

Bomber, trench, giacche e pantaloni realizzati con tessuti ricavati esclusivamente da pecore locali Così la celebre maison rinsalda il legame con Penne, sede del confezionamento delle sue collezioni
PENNE. Brioni veste a km zero. Sono in vendita i capi realizzati dalla maison d’alta moda pennese realizzati con l’utilizzo esclusivo di lana proveniente da pecore allevate in Abruzzo.
La capsule Fw19 Km Zero di Brioni è un’idea innovativa che, allo stesso tempo, punta a stringere sempre più il suo cordone ombelicale con Penne. Il legame di Brioni con l’Abruzzo ha radici profonde: il centro di tutta la produzione e confezionamento delle collezioni del brand romano, da sempre, si trova nella cittadina di Penne, oltre che nei due vicini stabilimenti di Montebello di Bertona e Civitella Casanova. Quattro i capi realizzati nella collezione a Km Zero - bomber, trench, giacca e pantaloni - in vendita nelle 56 boutique monomarca Brioni. Per arrivare ai prodotti sartoriali ultimati, i capi passano attraverso un certosino processo di lavorazione.
Nella nuova linea a km zero, vi è solo un passaggio che avviene al di fuori dei confini territoriali abruzzesi. Una volta raccolta, la lana grezza subisce infatti un processo di lavorazione e raffinamento nello stabilimento dei Fratelli Piacenza, storico lanificio biellese e partner di Brioni anche in questo progetto. Quando il tessuto è pronto per essere utilizzato, viene rimandato a Penne per la fase finale della filiera: il confezionamento completo dei capi, dal taglio alla stiratura.
L’anteprima dei capi a km zero è già stata esposta nelle vetrine del flagship milanese di Brioni, al numero 2 di via Gesù, la scorsa primavera. L’iniziativa di Brioni non è isolata, ma è rientra nel progetto “Autoctonie” che nasce dall’unione di alcune imprese insieme a Confindustria Chieti-Pescara, e che prevede, da parte di ciascun attore, lo sviluppo di una propria strategia produttiva all’insegna della sostenibilità del proprio territorio. Oltre a Brioni, il progetto “Autoctonie” ha visto impegnati in prima linea come membri fondatori e promotori di questa iniziativa le sezioni Sistema Moda e Agroalimentare di Confindustria Chieti-Pescara, Belisario, Fratelli Piacenza, Pianeta Formazione, Spiedì, Ara (associazione regionale Allevatori d’Abruzzo), Ente Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e l’associazione Pecunia per la valorizzazione della lana nel Parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
Fondata da Nazareno Fonticoli e Gaetano Savini, Brioni, dal 2012 è parte del colosso del lusso Kering (all’epoca si chiamava ancora Ppr). Per Brioni la linea a Km zero può rappresentare un vanto a livello internazionale e, soprattutto, uno slancio per cercare di incrementare quanto più possibile le vendite. La tenuta del comparto produttivo di Brioni, vale a dire quella dei lavoratori della Roman Style, da sempre tiene in vita tantissimi residenti dell’area vestina. Nel 2018, oltre al marchio Brioni, i lavoratori della maison pennese hanno prodotto per Gucci, Ysl, Bottega Veneta, Amq e Balenziaga oltre 50mila capi. Tanto maggiori saranno le vendite e le commesse, tanto più forte sara la stabilità dei lavoratori dei lavoratori Brioni.

