Brioni, ecco il piano della Regione: contributi ai lavoratori in esubero

Vertice tra l’assessore Quaresimale e i sindacati di categoria per esaminare lo stato della vertenza Si punta a inserire il Comune nelle aree per gli aiuti di Stato e a ottenere gli ammortizzatori sociali
PENNE. Inserimento del Comune di Penne nelle aree destinate agli aiuti di Stato concessi a finalità regionale e la concessione di nuovi ammortizzatori sociali ai dipendenti di Roman style Brioni. Sono queste le proposte messe in campo dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri e dall'assessore regionale al lavoro Pietro Quaresimale per arginare la crisi economica presente sul territorio di Penne dopo gli esuberi annunciati dai vertici aziendali di Brioni.
All'incontro, che si è tenuto mercoledì pomeriggio nella sala consiliare del Comune di Penne, hanno partecipato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali territoriali, Deborah Del Fiacco (Uiltec Uil), Antonio Perseo (Cgil) e Leonardo D'Addazio (Femca Cisl) e le Rsu dei tre siti produttivi vestini di Brioni. Presenti i sindaci di Montebello di Bertona, Penne, Farindola, Picciano, Civitella Casanova e Villa Celiera. «Sono proposte concrete e programmate per risollevare le sorti del territorio pennese», fanno sapere dal Comune di Penne, «sono due obiettivi importanti sui quali dobbiamo lavorare con determinazione, anche in futuro, per rendere più appetibile il nostro territorio a nuovi investimenti, evitando quindi la delocalizzazione industriale, e l'attivazione di iniziative volte a promuovere la filiera artigianale e industriale nonché di politiche attive del lavoro».
I vertici Brioni, dopo aver comunicato al ministero dello Sviluppo economico lo scorso aprile la necessità di ridurre la forza lavoro di 321 unità, soprattutto per quanto riguarda i comparti produttivi, da qualche settimana hanno comunicato unilateralmente la decisione di chiudere i reparti di maglieria e camiceria. Sono 86 i lavoratori delle due linee che la Brioni è in procinto di chiudere e che non saranno ricollocati in altri reparti produttivi dell'azienda. In attesa che le parti, sindacati e vertici aziendali tornino davanti al ministero, restano ancora troppi gli esuberi per arrivare a quota 321, un numero ingente che davvero metterebbe a serio rischio l'intero tessuto economico vestino. Attorno a Brioni, infatti, non solo si reggono tantissime famiglie, ma anche centinaia di attività commerciali.

