Brioni, energia gratis per aiutare l’azienda

Oggi in consiglio comunale la proposta del gruppo Penne prossima: usiamo i pannelli fotovoltaici
PENNE. Avviare una trattativa con l’azienda per valutare la ricaduta, in termini di spesa-gestione del personale, a seguito di un’eventuale cessione di energia elettrica da parte dell’ente comunale all’azienda. È questa la proposta, che sarà discussa nel consiglio comunale in programma oggi alle 15.30, arrivata dal gruppo consiliare di Penne prossima per salvaguardare quanti più posti di lavoro in Brioni.
Dopo i 235 lavoratori che hanno già firmato l'uscita volontaria e cesseranno il rapporto di lavoro con la maison d'alta moda pennese il prossimo 31 dicembre, l'azienda ad ottobre scorso ha annunciato la necessità di procedere con 24 licenziamenti. Una decisione che ha trovato la forte opposizione dei sindacati e portato anche ad un consiglio comunale straordinario che ha visto la partecipazione anche degli onorevoli Pd, Luciano D'Alfonso e Michele Fina e dell'onorevole del Movimento 5 Stelle Daniela Torto. «Il progetto di produzione di energia elettrica, progetto di Comunità, è stato già approvato e presentato alla Regione», spiega Angela Pizzi. «Si tratta di un documento completo che prevede già i siti per l’installazione di pannelli fotovoltaici per produrre così tanta energia da poter soddisfare al fabbisogno energetico del Comune di Penne e inoltre offrire un aiuto anche a terzi, quindi, anche all’azienda Brioni». «È necessario, però, velocizzare la farraginosa macchina burocratica affinché il progetto sia subito fruibile», dice ancora Angela Pizzi. L’emendamento di Penne Prossima prevede un impegno diretto del Comune ad aprire una trattativa con l’azienda Brioni e valutare la possibilità di contribuire alla soluzione delle spese di gestione del personale. La proposta di Penne prossima è stata rimandata al consiglio comunale fissato per oggi alle 15.30, con un’apposita mozione. «Speriamo che il tempo delle riflessioni e delle attese sia finito. Abbiamo la possibilità di una soluzione concreta», conclude Angela Pizzi.
Dal 2009 ad oggi sono 700 i posti di lavoro tagliati in Brioni nei tre siti produttivi vestini. E dal 2016 la maggior parte dei lavoratori percepisce un salario molto inferiore, avendo visto diminuire l’orario contrattuale di lavoro e l’integrativo aziendale. Dal 2016 al 2021 sono state avviate procedure di licenziamento per circa 100 dipendenti e, nel 2020, il mancato rinnovo dell’integrativo aziendale, ha portato ad una perdita salariale di circa 2500 euro medie annuali. Il tutto fino ad arrivare alla vertenza ancora in corso, con 235 persone che cesseranno il rapporto di lavoro il prossimo 31 dicembre ed altre 24 unità sulle quali pende una procedura forzosa di licenziamento.

