Brioni, il Comune dice no ai tagli

Il rischio di 50 esuberi, il sindaco incontra i dipendenti: «L’azienda investa, vogliamo sapere i piani»
PENNE. Una riunione durata due ore, nella sala giunta del Comune, tra i lavoratori della Brioni, il sindaco Rocco D’Alfonso e l’assessore all’Urbanistica Ennio Napoletano. Si è discusso del rischio esuberi nella fabbrica di moda e della mobilità volontaria incentivata che sarebbe pronta per una cinquantina di dipendenti. All’incontro con sindaco e assessore, hanno partecipato 7 rappresentanti delle rsu aziendali.
D’Alfonso e Napoletano hanno manifestato il loro sostegno e la loro vicinanza ai dipendenti a rischio. Prima dell’incontro di ieri tra i rappresentanti dei lavoratori e gli amministratori locali, la mobilità era già stata ampiamente discussa tra le parti in causa. L’amministratore delegato della maison appartenente al Gruppo Kering, Gianluca Flore, nelle scorse settimane, aveva già avuto un confronto con i rappresentanti sindacali che, a loro volta, avevano poi fatto un punto della situazione con l’assemblea di fabbrica. La Brioni, in sostanza, punta a una cinquantina di dismissioni volontarie con incentivi lordi che oscillano tra i 16 ed i 32 mila euro per ogni dipendente in uscita. «Ho notato grande agitazione tra i lavoratori», ha detto a fine incontro il sindaco D’Alfonso, «c’è preoccupazione soprattutto per le prospettive poco chiare per il prossimo anno e per gli anni futuri. Presto chiederemo un confronto con l’ad Brioni, Flore, per capire se l’azienda abbia intenzione di elaborare un deciso piano di rilancio. Un conto è se a queste cinquanta mobilità volontarie farà seguito un piano di rilancio dell’azienda, un conto è se anche negli anni futuri vi saranno altri tagli e licenziamenti. Come amministrazione faremo pressione in Regione Abruzzo affinché si proceda al completo adempimento del finanziamento per la sistemazione del movimento franoso che ha colpito lo stabile Brioni nei mesi scorsi. Chiederemo un doppio incontro, sia alla Regione che all’azienda Brioni, per cercare di affrontare nel miglior modo possibile tutte le questioni», ha spiegato D’Alfonso.
Il gruppo Kering sembra intenzionato a far quadrare i conti Brioni al più presto possibile. La crisi economica e il calo di alcuni mercati hanno costretto i vertici aziendali ad attuare delle necessarie razionalizzazioni. Da Brioni hanno confermato che la strategia sarà quella di aprire una mobilità volontaria incentivata. Un modo per offrire un’opportunità anche a chi abbia intenzione di cambiare lavoro. Per l’azienda sartoriale vestina c’e l’esigenza di trovare una dimensione più aderente possibile alla situazione attuale, ovvero l’equilibrio giusto tra produzione e richiesta di mercato, tra vendite ed efficienza. La mobilità volontaria incentivata, prevista per una cinquantina di figure al massimo, non riguarderà le altissime professionalità dell’azienda – sarti, disegnatori, stilisti – ma quei lavoratori il cui ricambio non porterà a grandi scompensi (addetti alla manutenzione, personale d’ufficio contabile). «Le radici Brioni», hanno tenuto a sottolineare dalla società, «resteranno a Penne così come le alte maestranze sartoriali».
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