Brioni, l’azienda disponibile a un incontro

Penne. Prima apertura dopo lo stato di agitazione proclamato dai sindacati, contro i 24 licenziamenti
PENNE. Lo stato di agitazione proclamato dai sindacati dei lavoratori non ha lasciato indifferente la dirigenza Brioni. Nella giornata di ieri, i vertici aziendali della maison d’alta moda pennese hanno fatto sapere ai rappresentanti sindacali la volontà di incontrarsi e trovare una soluzione volta a evitare i 24 licenziamenti paventati nel mese scorso. L’incontro si terrà già entro fine novembre.
I rappresentanti dei lavoratori chiedono con forza il ritiro della procedura di licenziamento e il ripristino di un tavolo negoziale per trovare soluzioni alternative a quelle del licenziamento di 24 dipendenti.
Trovare un soluzione di ricollocamento e scongiurare l'ennesimo taglio è la volontà dei rappresentanti sindacali Antonio Perseo (Filctem-Cgil), Debora Del Fiacco (Uiltec-Uil) e Leonardo D’Addazio (Femca-Cisl).
Va tenuto in considerazione, inoltre, il sacrificio dei 260 lavoratori che già nei mesi scorsi hanno firmato l'accordo di licenziamento. Dal 2009 a oggi sono 700 i posti di lavoro tagliati in Brioni nei tre siti produttivi vestini. E dal 2016 la maggior parte dei lavoratori percepisce un salario molto inferiore, avendo visto diminuire l’orario contrattuale di lavoro e l’integrativo aziendale.
Dal 2016 al 2021 sono state avviate procedure di licenziamento per circa 100 dipendenti e, nel 2020, il mancato rinnovo dell’integrativo aziendale ha portato ad una perdita salariale di circa 2.500 euro medie annuali. Il tutto fino ad arrivare alla vertenza ancora in corso, con 235 persone che cesseranno il rapporto di lavoro il prossimo 31 dicembre.
Oggi il comparto produttivo Brioni dell’area vestina, quello di Roman Style, esclusi i 56 dipendenti dello stabilimento della camiceria Brioni di Curno (Lombardia), conta complessivamente su 958 lavoratori: 618 dipendenti nella sede di Penne, 228 a Montebello di Bertona (camiceria, pantalonificio e maglieria) e 112 a Civitella Casanova (taglio e logistica). Con la chiusura delle linee maglieria e camiceria, e con le altre riduzioni pianificate, la forza produttiva di Brioni ad anno nuovo sarà poco superiore alle 700 unità.

