Brioni, ora si tratta sull’aumento a 36 ore

27 Aprile 2023

Ma l’azienda chiede un accordo di flessibilità in base ai volumi di lavoro. Avviata la contrattazione

PENNE. Le tre sigle sindacali dei lavoratori Brioni - Cgil, Cisl e Uil - hanno avviato incontri interni per discutere la contrattazione legata alle 36 ore dei lavoratori. I vertici aziendali Brioni, in cambio di un aumento a 36 ore dei lavoratori, hanno chiesto un accordo di flessibilità di lavoro in base alla gestione dei volumi e dei periodi di carico e scarico. Non si è entrati ancora nel merito tecnico della flessibilità. L'azienda spinge per una maggiore flessibilità di orario, in base ai periodi in cui c’è più o meno lavoro: potrebbero esserci periodi in cui si lavorerà oltre le 36 ore settimanali e periodi in cui il lavoro scenderà ben al di sotto.
Nel 2016 i lavoratori Brioni passarono da 36 ore a tempo pieno a 32, per scongiurare l’esubero, dichiarato allora dall’azienda, di 400 unità. Dal 2016, inoltre, la maggior parte dei lavoratori percepisce un salario molto inferiore, avendo visto diminuire l’orario contrattuale di lavoro e l’integrativo aziendale. Nel 2019, invece, da 32 ore di tempo pieno, i lavoratori Brioni passarono a 34 ore, con la modifica dell’orario di lavoro, e fu prorogato l’accordo di flessibilità.
Ora si apre una nuova trattativa per un nuovo orario e una nuova flessibilità, e i sindacati in questa fase iniziale non intendono sbilanciarsi.
Al momento, in attesa di maggiori dettagli legati alla flessibilità, i sindacati si riservano la possibilità di chiedere un incontro all'azienda per conoscere maggiori dettagli relativi a un eventuale nuovo piano industriale. Proprietà Brioni che, invece, tramite il Ceo Mehdi Benabadji a inizio aprile ha voluto incontrare tutti i lavoratori dei tre stabilimenti vestini di Brioni, vale a dire i circa 800 dipendenti dislocati tra gli stabilimenti di Penne, Civitella Casanova e Montebello di Bertona. Benabadji, oltre ad annunciare il ritorno alle 36 ore, ha sottolineato come tra la fine dell'anno scorso e quest’anno il marchio d’alta moda pennese sia stato uno dei migliori del gruppo Kering. È stato inoltre fatto un resoconto di tutto quanto è accaduto negli ultimi anni: dalle necessità di riequilibrare la forza produttiva alla volontà di rafforzare il marchio. Evidenziati anche gli ottimi risultati sul “su misura” con un plauso soprattutto al reparto maglieria.
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