Brioni, parte la trattativa sui 320 esuberi

5 Maggio 2021

Penne. Sarà convocato in questa settimana il primo incontro azienda-sindacati per scongiurare i tagli

PENNE. Sarà convocato in settimana il primo tavolo tecnico della vertenza Brioni. Sarà un primo tavolo ristretto, al quale dovrebbero prender parte esclusivamente le parti sociali, con i rappresentanti territoriali di Cisl, Cigl e Uil e dell'azienda Brioni. Sarà solo un primo approccio, nulla più.
Di certo c'è solamente che fino al prossimo mese di giugno i lavoratori Brioni potranno usufruire della cassa integrazione per Covid. Le sigle sindacali, anche a livello regionale, hanno chiesto la proroga, sia della cassa integrazione per Covid, che del blocco dei licenziamenti. Sul piatto della bilancia, comunque, c'è il piano industriale presentato dai vertici di Brioni al ministero. Lo scenario 2021-2025 prevede un esubero di 320 lavoratori. Un terzo preciso delle maestranze Roman style, il comparto produttivo Brioni, sarebbe di troppo.
La crisi economica, il Covid, le scelte di produzione che negli ultimi anni non sempre hanno dato i risultati sperati, hanno costretto i vertici Brioni e Kering, il colosso che detiene la maison d'alta moda vestina, a rivedere la forza produttiva degli stabilimenti di Penne, Montebello di Bertona e Civitella Casanova. Secondo i sindacati, anche in considerazione che alla guida di Brioni siede il ceo Mehdi Benabadji, uomo forte del gruppo Kering, ci sono i presupposti affinché si punti davvero ad un rilancio dell'azienda sartoriale vestina.
Nonostante le tante difficoltà degli ultimi 10 anni, infatti, Brioni resta un simbolo di eleganza e classe nel contesto internazionale. Nel piano industriale presentato al ministero dello Sviluppo economico, i vertici aziendali hanno previsto uno sviluppo del brand negli accessori e in nuove categorie di prodotto, con focus nell’abbigliamento di fascia alta per il tempo libero, per allargare la base clienti e le occasioni di consumo, mantenendo il forte posizionamento nell’eccellenza produttiva 100% italiana e nell’esclusività. Sicuramente per scongiurare gli esuberi non si potrà far fronte ad una riduzione di orario, come invece è accaduto nella vertenza del 2016. Su 405 esuberi annunciati cinque anni fa, tra incentivo all'uscita e riduzioni di orario, uscirono dall'azienda complessivamente circa 150 persone.
Oggi, invece, i 320 esuberi sono calcolati su un orario complessivo settimanale di 34 ore e non può essere ulteriormente ridotto. La buona notizia è che in queste settimane i vertici aziendali si sono sempre mostrati aperti al dialogo e al confronto. La speranza di tutti è che anche la Regione, così come il governo, intervenga in maniera decisa per evitare che questa vertenza non generi davvero gli esuberi annunciati da Brioni.
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