Brioni riavvia la produzione Tornano al lavoro in mille

Ma nei tre stabilimenti vestini il rientro dei lavoratori è stato disposto a scaglioni Sarà osservato un severo protocollo di sicurezza, a iniziare dall’uso del termometro
PENNE. La fase 2 dell’emergenza coronavirus ha consentito la riapertura anche dell’attività produttiva della Brioni Roman Style. La maison d’alta moda pennese ha ripreso ieri la propria attività. La settimana produttiva sarà scandita nei tre stabilimenti su due turni, uno al mattino dalle 7 alle 13,28 (dal lunedì al sabato) e uno al pomeriggio (14-20,28 (dal lunedì al venerdì). Rientreranno gradualmente, a scaglioni, quasi tutti i 1000 operai specializzati dei tre stabilimenti della zona vestina: quelli di Penne, quelli di Montebello di Bertona e quelli di Civitella Casanova.
Per quanto riguarda gli uffici, invece, ci sarà una turnazione dei dipendenti al 50%, a settimane alterne, e sarà incentivato quanto possibile sempre lo smart working. Brioni ha messo in campo una vera e propria task force per assicurare ai propri lavoratori il massimo in fatto di sicurezza. Prima della riapertura, tutti i lavoratori hanno potuto contare su un protocollo di sicurezza scritto, completo di tutte le misure adottate per Roman Style Spa. Giovedì 30 aprile la Brioni ha tenuto anche una video conferenza in diretta per informare tutti i suoi lavoratori delle precauzioni e delle misure da adottare per la ripartenza. Brioni, per evitare che il Covid-19 possa insinuarsi tra le sue maestranze, ha previsto nel suo protocollo di sicurezza la misurazione della temperatura corporea da parte di ogni dipendente prima di uscire dalle rispettive abitazioni. Chi è risultato positivo al coronavirus non potrà accedere ai luoghi di lavoro, a meno che non presenti certificato medico comprovante l’avvenuta negativizzazione del virus.
Sarà vietato l’accesso anche a chi sia entrato in contatto negli ultimi 14 giorni con persone affette dal coronavirus e a chi presenti stati influenzali. Nelle scorse settimane la Brioni si è unita alla battaglia per sconfiggere il Covid-19 convertendo una linea dello stabilimento produttivo di Montebello di Bertona per la realizzazione di mascherine. Sono state prodotte circa 30 mila mascherine, donate alla protezione civile e distribuite sul territorio .
Secondo l’ultimo report di McKinsey&Company sulle conseguenze del Covid nella moda e nel lusso, aggiornato lo scorso 29 aprile, la chiusura forzata dei negozi a causa della pandemia di Covid-19 triplicherà l’invenduto, il quale, per il settore, raggiungerà un valore pari al 150% delle vendite retail attese.
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