Brioni, scatta la mobilità forzata 24 lavoratori devono andare via

Procedura aperta dopo l’incontro con Ministero, vertici aziendali, sindacati, Regione e Confindustria Gli altri 260 addetti avevano già sottoscritto la conciliazione per l’uscita entro il prossimo 31 dicembre
PENNE. È stata aperta ieri, in via ufficiale, una procedura di mobilità forzata in Brioni. Riguarderà 24 lavoratori di cui 11 indiretti (vale a dire lavoratori non impegnati direttamente nelle produzioni), 4 della camiceria, 2 della maglieria e 7 addetti allo stiro finale.
La scorsa settimana, in videoconferenza, le rappresentanze unitarie sindacali, le organizzazioni sindacali territoriali e nazionali di categoria, la Regione Abruzzo, Confindustria e i sindacati nazionali confederali, i vertici aziendali di Brioni e i funzionari del ministero dello Sviluppo economico, si sono confrontati per fare il punto della situazione sulla vertenza in atto. Per Confindustria Chieti-Pescara hanno partecipato il funzionario Massimo Cervellini e il direttore Luigi Di Giosaffatte, mentre per il Mise ha preso parte ai lavori il coordinatore della Struttura per le crisi d’impresa, Luca Annibaletti.
I vertici Brioni, rappresentati dall’amministratore delegato Mehdi Benabadji, dal capo delle risorse umane Alessandro Paparelli e dal dirigente Pierpaolo Petrucci (risorse umane) hanno comunicato che 260 lavoratori hanno sottoscritto il verbale di conciliazione per l’uscita al 31 dicembre prossimo, di cui 35 indiretti. Considerando i 321 paventati dai vertici aziendali ad aprile 2021, l'azienda ha ribadito la necessità di procedere all’apertura di una procedura “forzosa” per ridurre ulteriormente la forza produttiva.
Le commesse negli ultimi anni non sono mai riprese e il settore moda, complice l’emergenza Covid-19, è stato ulteriormente danneggiato. «Abbiamo sottolineato con forza la nostra contrarietà alla mobilità “forzosa” e abbiamo chiesto di trovare soluzioni alternative da qui a fine dicembre», fanno sapere Debora Del Fiacco (Uiltec-Uil), Antonio Perseo (Cgil) e Leonardo D’Addazio (Femca-Cisl). Ad oggi, stando così le cose, nel 2023 negli stabilimenti vestini Brioni dovrebbero restare poco più di 650 unità lavorative.
Oggi sono 958 i dipendenti del comparto produttivo Brioni Roman Style nell’area vestina: 618 dipendenti nella sede di Penne, 228 a Montebello di Bertona (camiceria, pantalonificio e maglieria) e 112 a Civitella Casanova (taglio e logistica). Nonostante i cambiamenti e le difficoltà nel mantenere la stessa produzione del passato, i vertici di Brioni hanno deciso di mantenere un solido legame con le star di Hollywood. Dopo aver vestito per anni i capi di Stato di tutto il mondo, curato l'immagine delle star di James Bond, Brioni ha continuato, anche con la proprietà del gruppo Kering, a legareil suo nome alle più grandi icone del cinema mondiale: da John Wayne a Morgan Freeman, da Brad Pitt a Tom Cruise, da Christian Bale a Will Smith. Nella campagna pubblicitaria primavera-estate, a maggio scorso, ha fatto il suo esordio la coppia padre-figlio Jude Law e Raff Law come brand ambassador Brioni. I due Law hanno preso il posto di un altro bellissimo, già icona della marchio: Brad Pitt. Un binomio, quello tra le star di Hollywood e il marchio Brioni, che stride notevolmente con le difficoltà e i tagli patiti dai lavoratori dell’area vestina.

