Brioni, sicurezza a rischio: chiusa un’ala
Interdetta la zona vecchia dello stabilimento di Penne: spostati reparti e dipendenti. La Cisl: garantire i lavoratori
PENNE. Il terremoto che lo scorso 30 ottobre ha devastato ancora i territori del Centro Italia, è stato avvertito anche nella sede lavorativa della Brioni. Niente di particolarmente grave, ma quel tanto che è bastato per decidere lo spostamento temporaneo di alcuni reparti. Il responsabile della sicurezza aziendale, Fabio Scalzini, dopo un sopralluogo effettuato nella parte del vecchio stabilimento di Penne, ha diramato una comunicazione interna per mettere in risalto possibili rischi: così si è deciso di evacuare, in via precauzionale, la parte vecchia dell’ex taglio (che ora ospita ribattitura, asole, puntino, collaudo intermedio, prototipi, riparazione e uffici sovrastanti) perché dopo l’ultimo sisma si è creata l’impossibilità di riaprire la seconda uscita d’emergenza. Nella mail interna si è spiegato anche come l’azienda abbia deciso, approfittando anche del ponte festivo, per uno spostamento del personale in un’altra ala dello stabile che non ha riportato nessun danno e quindi reputata in sicurezza strutturale.
La direzione Brioni ha poi comunicato ai propri dipendenti che, al fine di consentire verifiche tecniche, a scopo precauzionale, l’attività lavorativa avrebbe subito sospensioni e riduzioni. Da oggi a sabato 6 novembre, i soli reparti di ribattitura, rifinitura, stiro e collaudo della linea Rtw non lavoreranno, mentre resterà invariata l’attività per la linea Bespoke (Mtm). La linea speciale (Double e giacche maglie) adotterà l’orario lavorativo del Bespoke, con settimane alternate dalle 7 alle 13,45 e dalle 14 alle 20,45. Praticamente a essere sottoposta a controllo e verifica è la parte più vecchia della sede sartoriale pennese, dove fino al 2015 era presente il reparto taglio. «La sicurezza dei dipendenti è la condizione fondamentale per poter continuare a lavorare in assoluta tranquillità e nel miglior modo possibile», ha detto il segretario Femca Cisl Leonardo D’Addazio.
La Brioni, sentita sulla situazione strutturale di parte della fabbrica pennese, ha fatto chiarezza e spiegato come la produttività aziendale non sarà messa in discussione dai lavori necessari per sistemare il reparto che necessita di intervento. «Le attività produttive non hanno subito rallentamenti e cambi lavorativi. Dopo il terremoto di domenica scorsa, cogliendo l’opportunità del ponte festivo, si è reso necessario trasferire i reparti che occupano l’ex reparto taglio in un’altra ala, in modo da proseguire con maggiore celerità i lavori di adeguamento. L’attività produttiva non ne ha affatto risentito e non ne risentirà nelle prossime settimane», ha spiegato in una nota l’azienda Brioni. Di certo per Brioni, il cui marchio è diventato sempre più internazionale, tant’è che nel 2011 è entrato a far parte del gruppo Kering che comprende prestigiose marche mondiali, c’è l’esigenza di risolvere quanto prima il problema di sicurezza nell’ala che ospita circa 100 lavoratori e che è rimasta con una sola uscita di emergenza.
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