Brioni taglia, ora si rischiano 50 esuberi

Allarme a Penne per il nuovo piano del colosso dell’alta moda: i rappresentanti dei lavoratori si appellano al sindaco
PENNE. Rischio esuberi alla Brioni Roman Style di Penne: la fabbrica sinonimo di eleganza è pronta ad attuare un nuovo piano di razionalizzazione del personale. Entro fine anno potrebbero essere una cinquantina le uscite volontarie con incentivi all’esodo. Nelle scorse settimane ci sono stati diversi incontri tra le parti, con l’amministratore delegato della maison appartenente al Gruppo Kering, Gianluca Flore, che si è già confrontato con i rappresentanti sindacali e, con quest’ultimi, che hanno anche fatto un punto della situazione con l’assemblea di fabbrica. Oggi alle 14,30, in Comune, il sindaco di Penne Rocco D’Alfonso e la giunta comunale hanno convocato un tavolo di lavoro con la rappresentanza unitaria di Brioni Roman Style al fine di fare il punto sulla situazione del personale e studiare le migliori soluzioni possibili per il futuro dei lavoratori.
Secondo alcune indiscrezioni raccolte la maison d’alta moda vestina sarebbe pronta ad avviare un piano di mobilità volontaria, con incentivi lordi per i lavoratori in uscita che oscilleranno tra i 16 e i 32 mila euro. Un piano dismissioni che non ha di certo lasciato indifferenti gli amministratori locali. Il taglio di personale alla Brioni rappresenterebbe un ulteriore colpo per l’economia e per tutto il mercato del lavoro dell’area vestina ed in particolar modo per quello pennese.
«Il futuro della Brioni e dei suoi lavoratori è assai importante per la nostra amministrazione», ha detto il sindaco D’Alfonso, «il nostro obiettivo è quello di far sentire la vicinanza ai lavoratori. Dopo aver ascoltato le rappresentanze sindacali cercheremo un incontro con la dirigenza Brioni per capire quanto sta accadendo. Come amministrazione siamo molto attenti alle dinamiche e alle problematiche del mondo lavorativo locale», ha proseguito D’Alfonso.
L’ad Brioni Flore, che prima di approdare in Brioni ha trascorso più di sei anni da Bottega Veneta, prima come presidente della regione America, poi come direttore retail & wholesale WW e ceo della regione Asia-Pacifico, fortunatamente pare abbia rassicurato le parti sul fatto che lo storico comparto produttivo pennese d’alta moda non subirà nessun processo di delocalizzazione e, ad anno nuovo, potrebbero concretizzarsi un nuovo piano industriale, investimenti e un riassetto definitivo del gruppo.
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