Brioni veste a “Km Zero” con la lana abruzzese

La sartoria pennese presenta al Salone del Mobile di Milano un’edizione limitata di quattro capi (bomber, trench, giacca e pantaloni) per il progetto Autoctonie
PENNE. Brioni sposa il chilometro zero e lancia, in anteprima in occasione del Salone del Mobile di Milano 2019, la sua FW19 KMZERO. Un’edizione limitata di quattro capi - bomber, trench, giacca e pantaloni - che sarà in vendita a partire dal prossimo settembre nelle 56 boutique monomarca Brioni, interamente realizzati con lana proveniente esclusivamente da pecore allevate in Abruzzo.
È questa la ricetta di sostenibilità griffata Brioni. L’anteprima dei capi a km zero è già stata esposta nelle vetrine del flagship milanese di Brioni, al numero 2 di via Gesù.
Una scelta, quella di produrre capi con lana di pecore abruzzesi, che stringe ancor di più il legame del marchio con il territorio pedemontano vestino. Il centro di tutta la produzione e confezionamento delle collezioni del brand del lusso maschile si trova da sempre a Penne, nel capoluogo vestino, oltre ai due vicini stabilimenti di Montebello di Bertona e Civitella Casanova.
Fondata da Nazareno Fonticoli e Gaetano Savini, Brioni, dal 2012 parte del colosso del lusso Kering (all’epoca si chiamava ancora Ppr), nonostante le difficoltà nelle vendite degli ultimi anni, resta uno dei brand più amati da capi di stato e star del cinema, con una grossa fetta di pubblico negli Stati Uniti. Nel 2018, oltre al marchio Brioni, i lavoratori della maison pennese hanno prodotto per Gucci, Ysl, Bottega Veneta, Amq e Balenziaga oltre 50mila capi.
La collezione a chilometro zero Brioni rientra a tutti gli effetti nell’ambito del progetto “Autoctonie”, che nasce dall’unione di alcune imprese insieme a Confindustria Chieti-Pescara, e che prevede da parte di ciascun attore lo sviluppo di una propria strategia produttiva all’insegna della sostenibilità a sostegno del proprio territorio.
Nella ricetta della sostenibilità Brioni, attraverso la sua nuova linea a km zero, vi è solo un passaggio che avviene al di fuori dei confini territoriali abruzzesi. Una volta raccolta, infatti, la lana grezza subisce un processo di lavorazione e raffinamento nello stabilimento dei Fratelli Piacenza, storico lanificio biellese e partner di Brioni anche in questo progetto. Infine, quando il tessuto è pronto per essere utilizzato, raggiunge Penne per la fase finale della filiera. Nello stabilimento di via Nazareno Fonticoli, a Penne, avviene infatti poi tutto il processo di confezionamento completo dei capi: dal taglio alla stiratura. Oltre a Brioni, il progetto “Autoctonie” ha visto impegnati in prima linea come membri fondatori e promotori di questa iniziativa le Sezioni Sistema Moda e Agroalimentare di Confindustria Chieti-Pescara, Belisario, Fratelli Piacenza, Pianeta Formazione, Spiedì, ARA Associazione Regionale Allevatori d’Abruzzo, Ente Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga e l’Associazione Pecunia per la Valorizzazione della Lana nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga.
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