«Buchi e crepe anche in via Moro»

Il grido di allarme da un palazzo Ater dopo il terremoto: non ci sentiamo sicuri
PESCARA. «Dopo il terremoto il palazzo si è svuotato al 50 per cento perché gli intonaci degli androni e sotto i portici sono caduti, ci sono crepe e buchi e abbiamo paura a rimanere qui, non ci sentiamo sicuri». Il grido di allarme parte dal civico 132 di via Moro, dove un inquilino di un palazzo Ater, Dario Manco, fa la conta dei danni e ricorda che «non sono solo quelli del terremoto di domenica ma anche quelli del 2009».
A poco sono servite le rassicurazioni arrivate nei giorni scorsi dall’Ater e dai vigili del fuoco sulla possibilità di rimanere in queste case (il palazzo è collegato ad un altro stabile, per un totale di 62 nuclei familiari) perché «servirebbero controlli più approfonditi. Ma nel frattempo l’Ater ha già specificato di non avere fondi a disposizione per promuovere i lavori. Il problema vero è proprio questo: qui non si fa manutenzione, nessun intervento da anni, figuriamoci ora che avranno a che fare con situazioni più gravi. Io credo», prosegue, «che si debba decidere che fine far fare all’Ater perché in queste condizioni, senza la capacità di mantenere il patrimonio, la sua esistenza non ha più senso». L’inquilino di via Moro si sente «solo» e lo dice pensando a chi vive nelle case Ater di via Lago di Borgiano: nel denunciare i danni del terremoto quegli inquilini possono contare sul supporto del Movimento cinque stelle e del consigliere Massimiliano Pignoli (Lista Teodoro). «Io non mi appoggio a nessuno», osserva ancora, ma «credo che sia comunque un mio diritto essere tutelato e ritengo che non si possa mettere a repentaglio la vita delle persone».
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