Bufera sulla commissione Cultura e turismo Emilio Longhi (Pd) si dimette da presidente

Emilio Longhi (nella foto), consigliere del Pd, ha presentato le dimissioni da presidente della commissione Cultura e turismo del Comune. E ora in pole position per ricoprire quel posto c’è l’attuale...
Emilio Longhi (nella foto), consigliere del Pd, ha presentato le dimissioni da presidente della commissione Cultura e turismo del Comune. E ora in pole position per ricoprire quel posto c’è l’attuale vice presidente, anche lei Pd, Leila Kechoud. Longhi si è dimesso con una lettera, indirizzata al presidente del consiglio comunale Francesco Pagnanelli, in cui spiega i motivi di questa scelta. «Fin dall’insediamento», si legge, «ho cercato di fare in modo che i lavori di commissione trovassero sbocco in atti politici e amministrativi, anche grazie a un ottimo lavoro di squadra con gli assessori competenti. Questo principio si è purtroppo incrinato davanti alla prassi in uso nel nostro Comune secondo cui il presidente di commissione ha un ruolo di fatto diverso da quello delineato dallo Statuto, interpretandolo in maniera piuttosto larga. Ritengo quindi che non sussistano le condizioni per continuare a esercitare in maniera efficace il mio ruolo di presidente». Questa decisione sarebbe scaturita da un’aspra polemica scoppiata circa un mese fa con l’opposizione. I consiglieri di centrodestra si sono lamentati più volte per la scarsa frequenza delle sedute di commissione. «Per mesi», hanno scritto in un comunicato i gruppi consiliari di Forza Italia, Pescara in Testa e Pescara futura, «abbiamo chiesto la convocazione delle sedute della commissione proponendo argomenti da affrontare e problematiche da esaminare. Per quasi tre anni quella commissione non è mai stata inspiegabilmente riunita, violando persino il Regolamento comunale e di fatto impedendo la discussione di questioni di assoluta rilevanza. Oggi (ieri, ndr), all’improvviso, sono arrivate le dimissioni del presidente senza alcun preavviso e senza alcuna giustificazione. Dimissioni che sicuramente accogliamo, dopo averle auspicate, ma che non giustificano, né compensano, tre anni di inerzia».

