Bulli e spacciatori? Denunciamoli via app

Con l’applicazione YouPol, da scaricare sul telefonino, si possono inviare segnalazioni alla questura anche in forma anonima
PESCARA. I giovani possono diventare protagonisti della lotta alla droga e al bullismo. Come? Possono segnalare episodi di violenza o di consumo di stupefacenti, far sapere alla polizia ciò che accade in città. E tutto questo può avvenire nell’anonimato, senza rivelare necessariamente la propria identità, attraverso una applicazione che si può scaricare direttamente sul cellulare. La App si chiama “YouPol” e dal mese di aprile è stata attivata a Pescara in maniera sperimentale, senza troppa pubblicità. Da ieri, invece, è scaricabile su tutto il territorio nazionale. E ovviamente è accessibile a tutti, non solo agli adolescenti che - magari - hanno più confidenza con la tecnologia.
Pescara è stata scelta insieme ad altre città come apripista, nella penisola. E in un mese, dal 14 aprile fino a ieri, sono arrivate 5 segnalazioni attraverso YouPol. La app è stata usata da cinque persone che hanno scelto di registrarsi regolarmente e hanno segnalato situazioni di disagio da parte di minori anche, se non sono tutte riconducibili alla droga o al bullismo. Tra i messaggi arrivati alla questura c’è quello di un maggiorenne preoccupato per un giovane amico che fa uso di droga. E poi quello di una madre in pensiero per gli episodi di cyberbullismo di cui è vittima il figlio adolescente. La donna ha raccontato alla polizia delle offese subite dal ragazzino su una piattaforma virtuale a cui è registrato. I commenti destinati al giovane erano tutt’altro che gradevoli (per di più coperti dall’anonimato), e la madre ha chiesto l’intervento della polizia.
In tutta Italia sono state quasi 3300 le segnalazioni già inviate attraverso YouPol e la App è stata già scaricata su 118mila telefonini. I messaggi più numerosi ricevuti dalle questure e dai commissariati della penisola hanno riguardato l’uso di stupefacenti (ci sono state 2.132 segnalazioni) ma sono stati tanti anche i casi di bullismo dei quali sono stati informati gli investigatori (1152).
Ieri, l’iniziativa è stata lanciata ufficialmente e a Pescara i poliziotti di quartiere hanno raggiunto le scuole per consegnare il volantino che pubblicizza il progetto, in modo da far sapere ai giovani che esiste la App e che la questura - guidata da Francesco Misiti - vuole responsabilizzarli sulla lotta al consumo delle droghe e sul rifiuto alla violenza. Due fenomeni, dicono proprio dalla questura, che «troppo spesso restano sommersi e che provocano emarginazione e sofferenza».
Anche chi non ha molta confidenza con il mondo virtuale può accedere rapidamente alla App dopo averla scaricata e installata sul cellulare attraverso Apple Store o Play Store, a seconda dispositivo (iOS o Android). Per usare YouPol ci si può registrare usando le proprie generalità oppure si può mantenere l’anonimato (i dati richiesti sono il numero di telefono cellulare e l’indirizzo di posta elettronica ma non è obbligatorio riempire questi campi). Aprendo la App si possono seguire due strade: inviare un messaggio di testo, specificando se si parla di bullismo o di droga, oppure far partire la chiamata di emergenza al 113, a cui risponde la sala operativa della questura. Nel messaggio vanno indicati i nomi delle persone coinvolte, la scuola, la via e la città interessate, con la sintesi del fatto che si denuncia. Possono risultare utili foto e video. Poi sarà la polizia a intervenire subito - se necessario - oppure a indagare, attraverso la squadra mobile o l’ufficio minori dell’Anticrimine. (f.bu.)
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