Bullismo online e rischi dei social, 300 alunni in piazza con la polizia

9 Marzo 2024

Aumentano le aggressioni via internet: vittime tra gli 11 e i 15 anni, le più colpite sono le ragazze Narciso (Polpost): «Occhio alle insidie del web, quello che sembra un gioco può tramutarsi in reato»

PESCARA. Tappa pescarese per la campagna educativa “Una vita da social”, giunta alla undicesima edizione. Ieri, in piazza della Repubblica, oltre 300 alunni delle scuole medie hanno aderito all’iniziativa della polizia, organizzata dal ministero dell’Interno e dal ministero dell’Istruzione per sensibilizzare i ragazzi a un uso consapevole del web.
All’interno di un truck, parcheggiato in piazza, gli studenti hanno avuto modo di recepire informazioni sui principali rischi nell’utilizzo di internet. Tra i fenomeni più diffusi il cyberbullismo, una particolare forma di aggressione attraverso i social media. Tra i presenti, c’erano il questore Carlo Solimene, la dirigente del compartimento della polizia postale e delle comunicazioni dell’Abruzzo Elisabetta Narciso, il prefetto Flavio Ferdani e il sindaco Carlo Masci. «Il trend abruzzese riferito al fenomeno del cyberbullismo rispecchia quello di tutto il territorio nazionale», riferisce Elisabetta Narciso. «Incentrarsi sui dati specifici, però, non aiuta a capire bene il problema. Ai ragazzi interessa, più che altro, tutto ciò che può accadere sulla rete. Quello che ritengono possa essere semplicemente un comportamento goliardico, spesso si concretizza in una vera fattispecie criminosa. È compito nostro far capire che non è un gioco, ma determinati comportamenti possono tramutarsi in un reato».
Secondo quanto emerge dall’analisi dei dati della Sorveglianza health behaviour in school-aged children - Hbsc Italia 2022, riportati anche dal ministero della Salute, per quanto riguarda il cyberbullismo, nella fascia 11 anni, risultano vittime il 17,2% dei ragazzi e il 21,1% delle ragazze. Gli adolescenti di 15 anni colpiti sono per il 9,2% maschi e l’11,4% femmine. «Voler geolocalizzare sulla comunità di Pescara vuol dire avere un dato poco significativo», precisa il questore, in linea con quanto evidenziato da Narciso. «La situazione deve essere analizzata nel suo complesso. Lo dimostrano le attività d’indagine che sono addirittura transnazionali. È necessario soffermarsi sulla prudenza nella navigazione». Parlando in particolare della campagna educativa, il questore aggiunge: «Un’iniziativa che condivido pienamente, perché consente di approfondire quanto è importante saper navigare sulla rete. Una navigazione consapevole che tenga i più giovani al riparo da tutte le insidie della rete. Ai ragazzi suggerisco di essere sempre attenti, di non lasciarsi prendere da facili entusiasmi e ricordo loro che la polizia di Stato rappresenta un punto di riferimento per avere consigli sulle attività preventive e anche per la fase successiva, affinché si possa intervenire tempestivamente in caso di azioni che potrebbero portare a conseguenze più o meno gravi. La sicurezza, anche sul web, è fondamentale».
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