Bullismo via web: lezioni di autodifesa per i ragazzi

7 Febbraio 2017

Oggi si celebra il Safer internet day: la polizia postale apre in tribunale un nuovo ciclo di incontri con gli studenti sulle trappole dei “predatori della rete”

PESCARA. Il cyberbullismo non è altro che il bullismo amplificato a dismisura dal web. L’uno come e più dell’altro può arrivare a uccidere. E le vittime sono i giovanissimi. Così il mondo della scuola – sorta di “termometro” dello stato di salute psichica e sociale degli adolescenti di oggi e che evidentemente registra una “temperatura alta” sul tema – chiede aiuto per prevenire e fronteggiare un fenomeno strisciante e in crescita, che sebbene non si configuri ancora come un reato penale ne raduna in sé molti e gravi: dalle minacce alla violenza privata, dal furto di identità digitale allo stalking, dalla diffusione di materiale pedopornografico al ricatto, fino all’istigazione al suicidio.

Un Sos di docenti e dirigenti scolastici raccolto dalla Polizia postale, che dei delitti via internet si occupa e che in Abruzzo sta facendo un lavoro a tappeto per formare gli adulti e informare i ragazzi sui pericoli del web. «Nella nostra regione», premette Elisabetta Narciso, dirigente del compartimento della Polizia postale e delle comunicazioni per l'Abruzzo che ha sede a Pescara, «non sono moltissimi i casi di cyberbullismo denunciati e seguiti, ma questo non significa che il fenomeno non esista. Anzi. Certo, il lavoro di informazione che la polizia di Stato, seguendo gli input del ministero dell'Istruzione, fa da qualche tempo contribuisce a prevenire la diffusione del serissimo problema, ma è anche vero che si arriva raramente alla denuncia.

Trattandosi di minori i genitori, prediligono l’allontanamento dall’ambiente “violento” e la cura del soggetto “bullizzato”, rivolgendosi anche a neuropsichiatri infantili: penso ad esempio a quando le reazioni del ragazzo o della ragazza si configurano come patologie». Che arrivano spesso alla depressione, passando per segnali come insonnia, ipercineticità, disinteresse cronico per lo studio, isolamento.

La Polpost abruzzese tiene in media un incontro a settimana nelle scuole e non riesce, con il personale disponibile, a fare fronte alle richieste in aumento costante dei dirigenti scolastici, per cui è stato siglato un protocollo d’intesa con l’Ufficio scolastico regionale che nell’ambito di un tavolo tecnico sulla legalità prevede incontri con più scuole riunite, dunque 2-300 studenti in platea,

Oggi nell'ambito delle iniziative promosse per celebrare il Safer Internet Day 2017, la Polizia postale in collaborazione con il Miur ha organizzato un workshop sul tema del cyberbullismo negli istituti delle province di Pescara, L'Aquila, Chieti e Teramo. A Pescara gli studenti del liceo Marconi incontreranno la Polpost nell’aula Alessandrini del tribunale. Lo slogan della giornata è “Sii il cambiamento, uniti per un internet migliore” e l'obiettivo delle attività di formazione è insegnare ai ragazzi a sfruttare le potenzialità comunicative del web e delle community online senza correre rischi connessi al cyberbullismo, alla violazione della privacy altrui e propria, al caricamento di contenuti inappropriati, alla violazione del copyright e all'adozione di comportamenti scorretti o pericolosi per sé o per gli altri.

«Prosegue la sinergia tra le istituzioni», sottolinea Elisabetta Narciso dirigente del Compartimento. «La polizia di Stato e la scuola si prefiggono un obiettivo comune: prevenire episodi che possano sfociare in fatti più gravi e talvolta penalmente rilevanti. Da anni ormai gli operatori della Polizia incontrano studenti, genitori e insegnanti sui temi della sicurezza on line, usando un linguaggio semplice ma esplicito e competente adatto a tutte le fasce di età. L'obiettivo è quello di avvicinarsi alle nuove generazioni evidenziando sia le opportunità del web sia i rischi di cadere nelle trappole dei cosiddetti predatori della rete».

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