Buoni spesa, boom di domande In 2.500 chiedono aiuto al Comune

13 Dicembre 2021

L’assessore Di Nisio: «Un numero inatteso di richieste, per accontentare tutti taglieremo gli importi» Ci sono 410mila euro da dividere. Le somme saranno accreditate sulle tessere sanitarie dei cittadini

PESCARA. Si chiude un anno difficile per molte famiglie, piegate dalla crisi, dalla mancanza o dalla perdita improvvisa di lavoro, piombate nella povertà e quindi bisognose di aiuto per tirare avanti. Che la situazione sia sempre più complicata lo dice chiaramente il numero delle domande inviate al comune di Pescara (il termine dell’avviso era il 9 dicembre) per ricevere generi alimentari o prodotti di prima necessità. «Sono 2.480 le richieste arrivate a Palazzo di città», dice l’assessore Nikla Di Nisio. «Sono davvero tante, oltre il massimo», commenta. «Un numero inatteso, pensavamo fosse più basso, ma accontenteremo tutti riducendo la somma destinata a ogni beneficiario. Complessivamente, abbiamo a disposizione 401mila euro», dice sempre l’assessore. Ma non è l’unico segnale. «Tanti vengono da noi, in Comune, per chiedere un aiuto, per cui percepiamo che il momento è difficile. C’è anche chi si vergogna e manda qualcun altro a chiedere informazioni».
I buoni spesa alimentari stavolta vengono accreditati sulla tessera sanitaria per cui di fatto si tratta di borsellini elettronici e per utilizzarli i beneficiari dovranno utilizzare un codice (pin) che sarà inviato sul cellulare tramite sms. Per fare la spesa si potrà scegliere solo tra gli esercizi convenzionati (per le attività commerciali è stato pubblicato un altro avviso). On line, sul sito del Comune, sarà pubblicizzato l’elenco dei negozi dove è possibile fare compere.
Una volta raggiunto il negozio e scelti i prodotti da acquistare, andrà esibita la tessera e inserito il pin, come si legge sul sito di Palazzo di città. C’è una scadenza per questi buoni, fissata dal Comune: dovranno essere utilizzati entro 60 giorni dalla data di attivazione del borsellino elettronico. Già nelle prossime ore dovrebbe essere pubblicato on line la prima lista di esercizi convenzionati, modificabile di giorno in giorno.
Questo tipo di aiuto è riservato alle famiglie che già usufruiscono degli interventi dei servizi sociali o hanno titolo ad usufruirne, con un Isee al di sotto di 8.000 euro e che non hanno avuto entrate superiori a 1.560 euro a marzo e aprile di quest’anno. I buoni vanno anche ai lavoratori autonomi o parasubordinati (titolari o no di partita Iva), esercenti di attività che sono state sospese/limitate nei mesi di marzo e aprile 2021 a seguito della emanazione dei provvedimenti sull’emergenza Covid (o che sono state sospese dai titolari per problemi legati all’emergenza) il cui nucleo familiare non ha avuto altre entrate, oltre quelle derivanti dall’attività stessa, superiori a 1.560 euro nei mesi di marzo e aprile. In entrambi i casi non devi esserci una disponibilità sui conti correnti o depositi superiore a 5000 euro al 30 aprile.