Buoni spesa, scoppia la polemica

Rifondazione, Pd e Lega: serve un’indagine sui criteri di assegnazione
MANOPPELLO. Chiedono di attivare un’indagine alla Commissione consigliare di garanzia e controllo del Comune circa i criteri utilizzati dall’amministrazione per assegnare oltre 54 mila euro, ricevuti dal Governo, per aiutare le famiglie in difficoltà a causa dell’emergenza sanitaria da Covid-19, attraverso l’elargizione di buoni spesa alimentari. L’iniziativa è dei segretari di Rifondazione Piernicola Papa, del Pd Alessio Blasioli e dell’esponente della Lega Daniele Ciacci. Lo scopo, quello di chiarire i requisiti per richiedere i voucher e verificare se le 160 famiglie beneficiarie ne siano in possesso, avendo rilevato incongruenze fra i criteri e i requisiti previsti, impartire dalla giunta comunale e il conseguente bando pubblicato. «Il dubbio che sorge» si legge in una nota dei tre esponenti politici, «è che, viste tali incongruenze e la poca chiarezza dell’avviso, in molti siano stati indotti a presentare la domanda, benché non ne avessero diritto. Da una lettura del bando, emerge che per richiedere i buoni spesa (da 180 a 660 euro) bisogna possedere due requisiti: non avere nel nucleo familiare, al momento della richiesta, titolari di redditi, percettori di ammortizzatori sociali, di reddito di cittadinanza o pensionati (eccetto quelli per invalidità) e possedere un Isee non superiore a 8 mila euro. Sembra di capire, poi, che eventuali altri sussidi percepiti dal nucleo familiare non dovessero superare i 500 euro mensili, aumentati di 100 euro per ogni componente del nucleo familiare».
Il bando enumera anche altre limitazioni, ma nel sito del Comune non sono presenti chiarimenti, tanto che, attese le urgenze da lockdown, sono state accettate tutte le domande ed elargiti i contributi. «Addirittura», sottolineano i tre esponenti politici, «dal sindaco Giorgio De Luca e dell’assessore alle Politiche sociali Giulia De Lellis si è appreso che, per non escludere nessuna domanda, sono stati ridotti gli importi spettanti a ciascun richiedente indistintamente, senza redigere una graduatoria. Ma ora è giusto che si faccia chiarezza e, nel caso, si richieda il rimborso del ticket non spettanti o beneficiare anche coloro che non hanno inoltrato la domanda attenendosi alle condizioni del bando».

