Burocrazia beffarda Fattura di 2 centesimi per la luce e il gas

Francavilla, pittrice protesta dopo il contratto con l’Eni spa: prima un conto chilometrico, ora la richiesta di conguaglio
FRANCAVILLA. Per pagare una fattura Eni di 2 centesimi di conguaglio è costretta a spendere 1 euro e 30 cent di bollettino postale. Protagonista della vicenda è Maria Grazia Bernardi, pittrice meglio conosciuta come Mariolina Slavik, originaria di Trieste ma residente a Francavilla da 37 anni. E’ l’ennesimo caso di malaburocrazia.
L’artista vive in corso Italia e un paio d’anni fa ha deciso di stipulare un contratto con Eni spa, per la fornitura di gas e luce per la propria abitazione.
Con sua grande sorpresa, durante l’estate si è vista recapitare una fattura a conguaglio di appena 2 centesimi di euro, con scadenza il 9 agosto.
«Per pagarla, con il forte caldo di quei giorni, sono stata costretta a recarmi all’ufficio postale dove, con l’aria condizionata fortissima, ho dovuto fare oltre mezzora di coda», lamenta la donna, «Già in precedenza, il gestore era stato scorretto nei miei confronti. Per diversi mesi, non mi è arrivata la fattura bimestrale. Mi sono preoccupata e ho telefonato al call center per avere spiegazioni. Mi hanno risposto che il ritardo era dovuto a un problema informatico», racconta la pittrice, «Così, alla fine mi è arrivato un conto chilometrico e sono stata costretta a chiedere la rateizzazione per pagarlo. Già questo mi aveva causato un certo disagio, ma la fattura di conguaglio da 2 centesimi è stata il colmo».
L’aspetto della vicenda che più ha provocato il disappunto dell’utente, è quello di una farraginosa burocrazia contabile dell’azienda, che non è riuscita a trovare un modo più pratico e di buon senso per far quadrare comunque i conti, magari addebitando alla donna i 2 centesimi nella fattura successiva.
«Non ne faccio una questione di denaro, ma è un fatto di forma», evidenzia l’artista, «Mi sono sentita offesa dal comportamento di Eni. Vicende come questa fanno allontanare gli utenti. Delusa da quest’atteggiamento, ora ho deciso di cambiare gestore», aggiunge la donna, che comunque, ritiene doveroso da parte di Eni un rimborso morale nei suoi confronti. «Per quanto accaduto e i disagi conseguenti, voglio le scuse di qualcuno, magari di un capo ufficio di Eni», conclude la pittrice.
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