Bus contro moto, due anni all’autista

1 Aprile 2016

L’incidente che provocò la morte di Jonny Morelli. L’imputato patteggia, ma il giudice gli sospende la patente fino al 2018

PESCARA. Una condanna a una pena di due anni e patente sospesa per altri due anni, fino al 2018. Si chiude così il processo sull’incidente che provocò la morte di Jonny Morelli, il tatuatore originario di Cepagatti travolto e ucciso all’età di 30 anni da un autobus passato con il rosso all’incrocio tra piazza Duca d’Aosta, via Caduta del Forte e piazza Italia. Intorno alle 22 dell’11 giugno 2014, Morelli si ritrovò senza scampo: mentre percorreva l’incrocio con la sua moto si vide davanti il bus 7C dell’ex Gtm che proveniva da San Silvestro senza passeggeri a bordo; la ragazza con lui, Alex Mammarella, parte civile nel processo, rimase ferita. Ieri, a quasi due anni dall’incidente, la decisione del giudice Antonella Di Carlo che ha accolto la richiesta di patteggiamento dell’autista, assistito dagli avvocati Emanuele Calista e Alessandro Di Censo. Ma il giudice ha inflitto anche una pena accessoria all’autista che gli impedirà di guidare nei prossimi due anni. Luciano D’Amico, presidente della nuova società di trasporti Tua, annuncia che all’autista sarà affidato un altro incarico.

Sono state le immagini della telecamera di sicurezza posizionata all’interno del bus e i controlli effettuati sul semaforo, a svelare la dinamica dello schianto tra il pullman e la moto: secondo la ricostruzione della polizia stradale e della pm Barbara Del Bono, l’autobus, che arrivava da viale Marconi ed era a fine corsa, partì con il semaforo ancora rosso per svoltare a sinistra verso via Caduta del Forte, senza dare la precedenza alla moto proveniente dalla direzione opposta lungo corso Vittorio Emanuele. Filmati che si sono incrociati con il racconto degli automobilisti che seguivano la Triumph Speed di Morelli: i testimoni hanno raccontato agli agenti della polizia stradale, diretti dalla dirigente Silvia Conti, che Morelli passò «con il verde».

Dopo la sentenza di ieri, la famiglia di Morelli, assistita dall’avvocato Marco Femminelli, avvierà una causa civile per il risarcimento. Una causa che Alex Mammarella, difesa dall’avvocato Alberto Faccini, ha già avviato.

La tragedia di Morelli è una ferita ancora aperta per Cepagatti, Pescara e non solo: Morelli era un personaggio noto, allievo dello studio di tatuaggi Fudo Tattoo di Pescara e musicista. A Morelli è stata dedicata l’edizione 2015 dell’East Coast Tattoo Convention, il raduno nazionale dei tatuatori. E, per coincidenza, la sentenza sulla morte del ragazzo arriva proprio in concomitanza di un’altra edizione del raduno che si apre oggi a Montesilvano. Morelli era anche un musicista apprezzato: suonava la batteria in un gruppo metal, i Draugr.

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