Bussetti: vengo per l’ateneo, non per il voto

Il ministro leghista dell’Istruzione a Chieti si difende dall’accusa di strumentalizzazione elettorale e promette più assunzioni
CHIETI. «Sono qui per l’ateneo d’Annunzio e non per le elezioni». Il ministro leghista dell’Istruzione, università e ricerca Marco Bussetti si difende: rimanda al mittente - l’ex ministro Delrio - l’accusa di strumentalizzare a fini elettorali la visita di ieri a Chieti e assicura che tornerà nell’ateneo teatino-pescarese. Lo promette sia al rettore Sergio Caputi che al senatore leghista Alberto Bagnai, docente di politica economica alla d’Annunzio, anello di collegamento tra l’università abruzzese e il governo romano.
LEGA SCHIERATA. Dal coordinatore regionale Giuseppe Bellachioma al deputato Luigi D’Eramo, al coordinatore della provincia di Chieti Palmerino Mammarella, la Lega schiera le sue file per accogliere il ministro. Ci sono anche le candidate di Chieti e Pescara Anna Lisa Bucci e Nicoletta Verì. Anche il mondo universitario si presenta compatto con molti docenti, a cominciare dai prorettori Augusta Consorti e Stefano Trinchese al dg Giovanni Cucullo. Arriva anche l’arcivescovo di Chieti Vasto Bruno Forte che si intrattiene con il ministro nell’incontro informale prima della breve conferenza all’auditorium del rettorato.
D’ANNUNZIO PREMIATA. «Siccome è un po’ troppo tempo che i ministri che mi hanno preceduto non vi vengono a trovare, ho deciso di farlo io», dice Bussetti in apertura del suo discorso. Definisce l’ateneo teatino-pescarese come «uno tra i grandi e importati atenei d’Italia. Esempio perfetto della sinergia virtuosa tra enti locali e comunità territoriale. Lo testimonia il fatto che circa il 40% dei vostri iscritti proviene da fuori regione: siete un centro di attrazione di alto livello che convoglia nei campus di Chieti e Pescara molte delle migliori risorse del medio-adriatico». Arrivano poi i complimenti per la partecipazione alla scoperta dell’acqua su Marte e per l’eccellenza dei suoi centri di ricerca. Il Miur, inoltre, ha appena premiato l’università dannunziana con 17 punti organico in più che permettono l’arrivo di maggiori fondi statali.
LA CONTESTAZIONE. «Ai ragazzi dico: siate coraggiosi e sempre curiosi», continua Bussetti dal palco dell’auditorium. «Non cedete alla rassegnazione, alla frustrazione, alla rabbia, alla disillusione». Il ministro auspica, inoltre, una implementazione del partenariato pubblico-privato, perché «non è possibile», dice, «che noi formiamo i giovani e poi i benefici li vivano gli altri stati». Proprio dai ragazzi, però, si levano le contestazioni. Un gruppo studentesco, come Delrio, accusa il ministro di strumentalizzazione della visita a fini elettorali. Mentre la studentessa Martina De Marco, a nome dell’associazione 360 gradi, consegna al ministro una lettera chiedendo una svolta nelle politiche universitarie, che per l’associazione studentesca è gravata da troppi tagli.
NIENTE TAGLI, PIÙ ASSUNZIONI. Dal palco, però, Bussetti difende la politica governativa sulle università: «Con la manovra recentemente approvata abbiamo dato inizio a un cammino virtuoso», dice. «Non ci sono tagli, ma misure concrete e puntuali. Grazie al decreto sui punti organico finalmente tornano a crescere le assunzioni nelle università. Assumeremo 1.500 nuovi ricercatori di tipo B e le imprese verranno incentivate ad assumere giovani laureati con 110 e lode e dottori di ricerca. Abbiamo ragionato pensando ai giovani. Abbiamo aumentato le risorse del Fondo di finanziamento ordinario universitario e distribuito maggiori risorse agli enti di ricerca. Abbiamo aumentato le borse di specializzazione di medicina e continueremo ad allargare la platea dei posti d’accesso ai corsi di laurea a numero chiuso». Tema, quest’ultimo, molto caro al rettore Caputi, che ha più volte denunciato il problema della carenza di medici.
SCUOLE SICURE. Nella regione martoriata dai terremoti, infine, Bussetti ha assicurato anche fondi per l’edilizia scolastica: «Abbiamo ereditato un grosso problema rispetto alle certificazioni degli edifici scolastici e per questo abbiamo già stanziato 7 miliardi di euro, di cui 3 miliardi e mezzo già disponibili».
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