Bussi, auto contro camion sulla strada della morte

Tragedia sfiorata nello stesso tratto dove, in 15 giorni, hanno perso la vita un ingegnere e un idraulico. Sopralluogo di Anas e carabinieri: sì a nuovi segnali
BUSSI. Ancora un incidente, ieri, sulla strada regionale 153 Valle del Tirino, la stessa strada che nel ultimi 15 giorni ha contato due vittime e incidenti in sequenza. Ieri la sorte ha colto di sorpresa un giovane 36enne di San Severo che con la sua Fiat Multipla, verso le 14,30, ha riprodotto quasi fedelmente la stessa dinamica delle due sciagure nelle quali hanno perso la vita un ingegnere originario di Castel di Sangro ma residente a Città Sant’Angelo, Piero Ricci, e il giovane idraulico di Bussi Andrea Piersante.
L’automobilista pugliese, arrivato sul rettilineo, nel punto dove sono accaduti i precedenti incidenti mortali, ha perso il controllo della vettura, ha sbandato finendo prima sul muretto laterale alla sua destra e poi ha invaso la corsia opposta. Non è finito nel dirupo solo perché in senso contrario procedeva un camion condotto da un 24enne di Bussi: la Fiat Multipla ha finito la sua corsa contro lo Scania. L’autista del mezzo pesante è uscito illeso, mentre l’automobilista è stato soccorso dal 118 di Popoli e poi trasportato all’ospedale di Pescara con lesioni e traumi ma non è grave. Sul posto è intervenuta una pattuglia della polizia stradale di Piano D’Orta che ha eseguito i rilievi, coadiuvata dai carabinieri della compagnia di Popoli che hanno operato per garantire la circolazione fino a quando la ditta Di Vello di Tocco da Casauria non ha concluso le operazione di rimozione dei veicoli incidentati.
L’urto con l’autocarro ha salvato la vita al 36enne pugliese, che sarebbe finito nella stessa scarpata, non protetta dal guard rail, dove hanno trovato la morte Ricci e Piersante. E dire che poche ore prima tecnici dell’Anas, proprietaria della strada, e i carabinieri della compagna di Popoli con il tenente Tonino Marinucci, avevano effettuato un sopralluogo, chiesto proprio dai carabinieri, per stabilire misure di sicurezza da adottare per quel tratto di strada che, essendo in ombra, presenta spesso un manto stradale a rischio di scivolamento per perdita di aderenza.
«Abbiamo chiesto all’Anas di essere presenti al sopralluogo tecnico», spiega il tenente Marinucci, «per capire insieme quali possano essere i rimedi da adottare subito per migliorare quel tronco stradale». I carabinieri hanno disposto una più intensa presenza sulla strada, mentre già da ieri l’Anas ha installato nuovi segnali per scoraggiare le alte velocità che spesso sono la causa della perdita di controllo soprattutto quando il fondo stradale è scivoloso per il ristagno dell’acqua. Sono state richieste soluzioni tecniche urgenti anche dal sindaco Salvatore Lagatta e dai residenti di Bussi con una raccolta di circa cento firme.
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