Bussi, Invitalia congela il progetto della Filippi Pharma

13 Dicembre 2018

L’agenzia ministeriale ritiene carente il piano per il nuovo stabilimento farmaceutico. De Dominicis: «False promesse»

BUSSI SUL TIRINO. Il progetto della Filippi Pharma, per la costruzione di uno stabilimento farmaceutico da 50 milioni di euro a Bussi con prospettiva di occupazione di circa 180 addetti, che da tre anni occupa il dibattito politico locale e le pagine di giornali regionali, ha avuto in questi giorni un brusco stop da Invitalia, che ha bocciato l’accordo di programma. «Non è proprio così, ma approfondiremo le motivazioni prima di rispondere a Invitalia», ha risposto ieri l’imprenditore veneto Alberto Filippi.
Invitalia è l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa che fa riferimento al Ministero dell'Economia. È stata Invitalia a esaminare la richiesta di Accordo di Programma per il finanziamento della Filippi Pharma. E la risposta dopo l’esame delle carte ha avuto un esito negativo, che al momento rimanda al mittente tutta la richiesta.
La ragione fondamentale del diniego pare risieda nella non completezza del progetto di insediamento sia dal punto di vista urbanistico-edilizio, da quello finanziario a quello della catena della produzione industriale. «Nella nota di risposta da parte di Invitalia», spiega il capogruppo di opposizione in consiglio comunale Pino De Dominicis «si elencano infatti tutte le criticità della richiesta a partire dalla mancanza del certificato di destinazione urbanistica, all'assenza del progetto (piante sezioni e prospetti), all'assenza di un computo metrico estimativo, di un piano finanziario d'investimento, così come viene rimarcata l'assenza dello specifico progetto del ciclo produttivo oltre all'elenco dei macchinari necessari alla produzione così come manca la copertura finanziaria per la parte attinente alla quota riferita al privato».
De Dominicis, meravigliato, si chiede che cosa sia stato dunque presentato, visto che il progetto e piano di investimento non avrebbero consentito un’analisi dettagliata della procedura di insediamento e delle possibilità di finanziamento. «Si tratta di una totale bocciatura», riprende De Dominicis «che rimanda la pratica a nuove procedure dai tempi e dalla disponibilità delle risorse allo stato attuale incerte e che comunque dovrà superare le evidenti manchevolezze su esposte, registrate e analizzate da Invitalia. Da questa analisi impietosa», ci tiene a sottolineare il capogruppo di opposizione «si comprende come in questi tre anni si sono raccontate chiacchiere vuote. Qualora fosse ancora necessario, vorremmo riaffermare con forza come noi non siamo mai stati contrari ad investimenti seri nel nostro paese, ma solo contro le false promesse e le totali frottole che in questi tre anni sono state raccontate. Spiace», conclude il consigliere di opposizione «constatare come tutto questo, sia stato fatto sulle spalle di tante persone che, solo per necessità, hanno dovuto credere a queste false promesse».
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