C’è l’ok del ministero La centrale Snam si farà

Firmato mercoledì il decreto che autorizza l’impianto di compressione Il Governo: opera necessaria per la sicurezza degli approvvigionamenti
SULMONA. Hanno aspettato la fine delle elezioni politiche e con la puntualità di un treno giapponese è arrivato il decreto con cui viene autorizzata in maniera definitiva la realizzazione a Sulmona della centrale di compressione a servizio del metanodotto Brindisi-Minerbio. La firma era nell’aria ma tutti, Regione, Comune, ma soprattutto i cittadini hanno sperato fino alla fine che la responsabilità di autorizzare l’opera non venisse mai assunta dal direttore generale del Ministero per lo Sviluppo Economico o quantomeno dopo aver ascoltato il parere e le intenzioni del prossimo governo. Invece così non è stato.
Il direttore generale del Mise, Gilberto Dialuce, dà il via libero definitivo alla realizzazione della centrale di Sulmona. Nel decreto di sei pagine inviato ieri alla Presidenza del consiglio dei Ministri, ai ministeridell’Ambiente, per i Beni e le attività culturale, alla Regione Abruzzo, alla Provincia dell’Aquila, al Comune di Sulmona e alla stessa Snam viene ripercorso l’intero iter che ha portato il direttore del Mise ad autorizzare l’opera.
Dal 2012 in cui si inizia con gli espropri dei terreni di case Pente fino all’ultima seduta del 22 dicembre scorso in cui il Consiglio dei ministri dava il via libera alla firma del decreto ritenendo la strategicità dell’opera in quanto «necessaria per la sicurezza degli approvvigionamenti a livello italiano ed europeo, essendo stata inclusa dalla Commissione Europea nella lista dei progetti di interesse comunitario». Da sottolineare un passaggio in cui il direttore del Mise ricorda che «dopo aver preso atto dell’impossibilità di una diversa localizzazione dell’impianto, su proposta della Regione, è stata considerata anche la possibilità, al fine di ridurre al minimo possibile le emissioni in atmosfera, di modificare l’alimentazione della centrale, prevista a gas, in elettrica; nonostante la disponibilità della Snam Rete Gas spa a realizzare l’innovativa modifica impiantistica richiesta», sottolinea Dialuce, «la Regione, pur inizialmente favorevole, ha tuttavia negato l’intesa sulla base del parere comunque negativo del Comune di Sulmona». Nove sono gli articoli attorno ai quali si sviluppa il provvedimento: si parte con l’approvazione del progetto definitivo e l’autorizzazione alla costruzione della centrale perché di pubblica utilità riconoscendone altresì l’urgenza e indifferibilità. È fatto obbligo alla società Snam Rete Gas spa di adempiere alle prescrizioni impartite nel decreto di valutazione di impatto ambientale del 7 marzo 2011 e a quelle di cui ai pareri espressi nell’ambito del procedimento di autorizzazione unica. Restano comunque ferme tutte le prescrizioni derivanti da nulla osta, pareri e atti di assenso comunque denominati acquisiti nell’ambito della Conferenza dei Servizi e dettate dalle amministrazioni competenti cui attiene la rispettiva verifica di ottemperanza e i conseguenti controlli. I lavori di costruzione dell’impianto dovranno iniziare entro due anni dalla data di emanazione del presente decreto, salvo motivate richieste di proroga, e concludersi entro tre anni dal loro inizio. Il decreto costituisce autorizzazione unica che sostituisce, anche ai fini urbanistici ed edilizi nonché paesaggistici, ogni altra autorizzazione, concessione, approvazione, parere, atto di assenso e nulla osta, comunque denominati, previsti dalle norme vigenti, costituendo titolo a costruire ed esercire tutte le opere e tutte le attività previste nel progetto approvato incluse tutte le operazioni preparatorie necessarie alla redazione dei progetti e le relative opere connesse.
Contro il provvedimento è ammesso ricorso al Tar competente oppure ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. I termini di proponibilità del ricorso, decorrenti dalla data di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del presente decreto, sono di 60 giorni per il ricorso al Tar e di 120 giorni per il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica.
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