C’erano giostre, concerti e piscine: l’Acqua Disco Splash nel degrado

16 Ottobre 2021

Nel 2002 il parco acquatico ha ospitato Tiziano Ferro, prima di lui Fred Bongusto e Gigi D’Alessio  Ora il palco cade a pezzi, rifiuti ed erbacce nelle piscine. E chiunque può entrare: rischio per i ragazzini

MONTESILVANO. Per tanti anni l’Acqua Disco Splash ha rappresentato un tempio del divertimento per adulti e bambini, grazie a scivoli acquatici, piscine, giostre, palco, sala da ballo e ristorante. Da Gigi D’Alessio a Fred Bongusto, passando per Lino Banfi, Teo Teocoli o Tiziano Ferro, che nel 2002 cantò il suo “Rosso relativo” proprio su questo palco, sono tanti gli artisti che hanno animato le serate montesilvanesi di residenti e turisti, spaziando dal liscio alla musica dal vivo, fino ai migliori dj set. Ma oggi i balli scatenati, le risate dei bimbi e il rumore dei tuffi sono ormai un lontano ricordo che ha lasciato spazio al degrado, alla sporcizia e alla pericolosità.
Accade in via Cavallotti, nell’ampia area che ospitava il celebre parco divertimenti aperto negli anni ‘90 e che ha vissuto oltre 20 anni di splendore prima di essere chiuso definitivamente circa dieci anni fa, per poi giacere abbandonato tra i rifiuti e la vegetazione incolta. Per rendersi conto della situazione in cui versa l’ex parco acquatico è sufficiente percorrere la breve traversa che da via Cavallotti conduce all’ingresso della proprietà, dove una serie di discariche abusive: materassi, televisori, mobili, pneumatici, scarti dell’edilizia, solventi, barattoli di vernice. Sono solo alcuni degli oggetti che compongono le cataste di rifiuti che si ergono davanti al cancello del parco e nell’area verde circostante. Ma la vera pericolosità è rappresentata dal fatto che le porte della struttura sono aperte e consentono a chiunque – senzatetto, disperati, ragazzini - di addentrarsi all’interno dei circa 4000 metri quadrati di proprietà costellati di ostacoli e minacce. È da questi varchi spalancati che si accede all’ampio locale interno dove dal soffitto pendono pannelli divelti probabilmente da qualcuno a caccia di rame e sul cui pavimento si procede facendo lo slalom tra calcinacci, vetri e cocci di finestre, specchi e sanitari infranti.
La situazione non migliora nell’ampio parco dove si incontra subito un’ex piscina non coperta, al cui interno è spuntata una folta vegetazione. La vista spazia poi su quella che una volta era la pista da ballo e sul palco rialzato e coperto, dove al vecchio allestimento con la scritta “Divina Summer” si affiancano i segni dei writer. Eppure è proprio qui che le amministrazioni comunali dell’epoca mettevano in scena gli appuntamenti migliori dei loro cartelloni estivi. Appare, invece, quasi impossibile raggiungere gli scivoli che una volta erano il cuore del parco acquatico e che ora, pur continuando a svettare su via Cavallotti, alla base sono stati inglobati dalla natura che, in dieci anni, si è ripresa i suoi spazi.