C’è anche il raggiro della falsa eredità

12 Luglio 2014

Le più comuni sono quelle dei finti assistenti sociali che vogliono controllare le medicine per verificarne la scadenza e quelle dei falsi tecnici del gas che si offrono di visionare la caldaia per...

Le più comuni sono quelle dei finti assistenti sociali che vogliono controllare le medicine per verificarne la scadenza e quelle dei falsi tecnici del gas che si offrono di visionare la caldaia per evitare fughe di gas. Ma tra le truffe, messe in atto soprattutto da pendolari del crimine che contano di non essere riconosciuti dalle forze dell’ordine perché agiscono lontano dalle loro zone, ce n’è un’altra ancora più pericolosa: è quella della finta eredità. È un raggiro che richiede organizzazione ma che ha già preso piede a Pescara svuotando i conti dei pensionati. Ecco come funziona: in strada, il truffatore si imbatte nella sua vittima, di solito un anziano, e gli chiede informazioni su una terza persona, inesistente, dipingendola come esempio di virtù e proprio per questo meritevole di un lascito ereditario da parte del padre morto; poi, arriva il complice che entra nel discorso e dice che quella persona che il truffatore sta cercando è morta; è allora che il truffatore, fingendosi sconvolto, offre alla vittima e al complice di avere l’eredità al posto del (finto) morto. Ma chiede soldi per l’atto del notaio: il complice risponde subito all’offerta mettendo sul piatto una cifra alta; a questo punto, la vittima, solitamente sprovvista di contanti, viene accompagnata a prelevare dei soldi. Dopo aver messo le mani sul denaro, l’ultimo passaggio è scaricare la vittima: generalmente, avviene con la scusa di comprare una marca da bollo necessaria alla stipula degli atti. A questo punto, la vittima resta sola e capisce di essere stata truffata.