«C’è il sisma: non va perso altro tempo»

Ecco l’appello dei primi cittadini dell’Aquilano. In poche righe il dramma di tante comunità
L’AQUILA. «Le scriventi amministrazioni comunali hanno appreso che è recentemente cessato il contenzioso amministrativo in merito all'aggiudicazione della gara, con la conferma, da parte del Consiglio di Stato, dell'affidamento dell'appalto all’impresa individuata da codesta società». Comincia così la lettera inviata al presidente dell'Anas, Vittorio Armani, al direttore generale Stefano Liani e, per conoscenza, al governatore dell’Abruzzo, Luciano D'Alfonso, da sei sindaci dell'Aquilano: Massimiliano Giorgi (Montereale), Maurizio Pelosi (Capitignano), Luigi Cannavicci (Campotosto), Gianni Anastasio (Pizzoli), Iside Di Martino (Cagnano Amiterno) e Leonardo Gattuso (Barete). «Sono trascorsi oltre 2 anni», prosegue la lettera, «dall'aggiudicazione dell'appalto, senza che i lavori siano stati iniziati, pur se nel frattempo si è provveduto ad attivare le procedure e le formalità di avvio del cantiere non appena cessato il contenzioso». E ancora: «E’ inutile dilungarsi sulla assoluta necessità, per questo territorio, che i lavori vengano avviati ed ultimati nel più breve tempo possibile, tanto ancor più nella situazione che si è venuta a creare a seguito dei noti eventi sismici. Oltre al vantaggio derivante dal ripristino è miglioramento dei collegamenti, a seguito del completamento dell'infrastruttura, l'apertura dei cantieri di lavoro costituirà un volano per l'economia locale di tutto il comprensorio che permetterà la ripresa dell'occupazione, di cui il territorio ha assoluto bisogno per riprendersi dalla depressione usata dai ripetuti terremoti». Arriviamo quindi alle conclusioni: «I sottoscritti sindaci auspicano che codesta società voglia completare rapidamente tutte le formalità necessarie per poter avviare i lavori nel più breve tempo possibile, e nel contempo le chiediamo di adottare ogni consentita procedura per ottenere che i lavori siano completati nel minor tempo possibile, in anticipo rispetto ai 3 anni previsti, in modo da recuperare almeno in parte il ritardo verificatosi». La lettera è del 23 dicembre scorso: attende ancora una risposta concreta. (l.c.)

