C’è l’accordo: il Green pass anche nelle aziende private

15 Settembre 2021

Intesa in serata a palazzo Chigi: previste sanzioni pesanti a chi viola le regole Il provvedimento del Governo Draghi entrerà in vigore tra il 10 e il 15 ottobre

Il Governo accelera sull'obbligo del Green pass. L’accordo è fatto, il certificato verde sarà obbligatorio per tutti i lavoratori pubblici e privati. Il decreto del governo è nella fase della stesura, domani sarà esaminato dalla cabina di regia e poi approvato dal consiglio dei ministri. Entrerà in vigore tra il 10 e il 15 ottobre. Le Regioni spingono anche per una modifica che consente di tenere aperte le attività e i locali pubblici anche in fascia arancione se si ha il Green pass. Le Regioni spingono anche per una modifica che consente di tenere aperte le attività e i locali pubblici anche in fascia arancione se si ha il Green pass.
Lo ha detto chiaramente il presidente Massimiliano Fedriga: «I cittadini e le imprese hanno bisogno di certezze e le Regioni si stanno confrontando con il governo per ottenere la garanzia che le attività economiche possano rimanere aperte, per coloro che hanno il Green pass, anche nel caso di passaggio in zona gialla o arancione. L’auspicio è che, oltre alle istituzioni, anche tutte le attività economiche, tra cui le cooperative, spronino i propri lavoratori a immunizzarsi attraverso un’azione di sensibilizzazione, informazione e contrasto delle fake news evitando contrapposizioni ideologiche e favorendo la coesione sociale».
«Estendere il Green pass a tutti i lavoratori è un’ipotesi in discussione», conferma Giancarlo Giorgetti, «l’esigenza delle aziende è di avere la sicurezza per chi opera nei reparti». In linea con i governatori leghisti del Nord, il ministro leghista pensa che «si andrà verso un’estensione senza discriminare nessuno».
L’obiettivo fissato da Draghi di ampliare il più possibile il certificato al lavoro pubblico e privato dunque non cambia. L’autunno è alle porte, bisogna spingere sui vaccini e aumentare il più possibile il numero degli italiani immunizzati. «La soglia del 90% va raggiunta entro quattro settimane e mezzo, prima che il ritorno del freddo faccia aumentare la circolazione del virus e delle varianti», dicono gli scienziati agli esponenti del governo, «altrimenti la lotta al Covid diventerà una rincorsa difficilissima». A Palazzo Chigi si lavora «alacremente», perché la materia è delicata e Draghi vuole scrivere un provvedimento «ben fatto» e inattaccabile sotto il profilo giuridico, che potrebbe entrare in vigore tra il 10 e il 15 ottobre: questo per dare il tempo di vaccinarsi anche a chi non ha ancora fatto la prima dose.
Dopo sanità e scuola toccherà ai lavoratori degli organi costituzionali, delle agenzie fiscali, degli enti culturali. E, a seguire, federazioni sportive, fondazioni, istituti di ricerca, enti di previdenza e, forse, anche le società partecipate dallo Stato.
SUBITO GLI STATALI
Si parte dagli statali, ma si è chiuso ormai anche sul settore privato, arrivando a estendere il certificato a tutto il mondo del lavoro. Il che vuol dire un decreto unico, che tenga dentro anche lavoratori autonomi, professionisti e i fruitori dei relativi servizi. Per consentire che l’85% dei lavoratori della Pubblica amministrazione possa tornare in presenza, come da indicazioni del Governo, sarà necessario allargare le maglie dell'obbligo di Green pass. Partendo, proprio dai dipendenti pubblici. Le sanzioni per i lavoratori pubblici saranno molto severe, sia di carattere pecuniario che amministrativo: multe dai 400 ai 1.000 euro e sospensione dello stipendio, come per la scuola. È intenzione del Governo estendere il certificato obbligatorio ai magistrati e a chi lavora nei tribunali, ma non ai protagonisti dei processi, come imputati e testimoni.
AZIENDE PRIVATE
Il capitolo Pubblica amministrazione è pronto, mentre per il privato «ci sono stati approfondimenti in corso». Palazzo Chigi aspetta una proposta dal ministero del Lavoro, che da settimane tratta con Confindustria e sindacati. Se tutti i nodi saranno sciolti si farà un provvedimento unico che contenga sia il capitolo pubblico che quello privato. Un "super Green pass", che porterebbe l’Italia a un passo dall’obbligo vaccinale: il Green pass, infatti, viene rilasciato a chi ha effettuato almeno la prima dose nei 15 giorni precedenti, a chi è guarito dal Covid-19 nei precedenti nove mesi o a chi si è sottoposto a tampone antigenico e molecolare e ha avuto esito negativo nelle 48 ore precedenti. L'alternativa è procedere per step, prima il pubblico e, poi, il privato. In questo caso, anche il Green pass per tutti i locali al chiuso dove il certificato viene già richiesto ai clienti (ristoranti, palestre, cinema, teatri, treni, aerei, navi) verrebbe affrontato nel decreto ad hoc sul mondo del lavoro privato. Un’altra ipotesi è che venga inserita nel decreto sulla pubblica amministrazione una previsione di legge in cui sia scritto che «tutti i lavoratori del settore privato devono avere il Green pass».
NODO TAMPONI
Un altro problema riguarda il pagamento dei tamponi per i lavoratori che non hanno intenzione di vaccinarsi. I prezzi calmierati non sono, infatti, ritenuti sufficienti dai sindacati per concedere il via libera al Green pass obbligatorio nelle aziende private d a far ricadere l’onore sui dipendenti. Il Governo ha già escluso che possa essere lo Stato a farsene carico anche perché questa eventualità è stata accantonata per tutti gli altri settori, scuola compresa. Inoltre, la gratuità dei tamponi nelle aziende farebbe venire meno, secondo l'Esecutivo, l’incentivo a vaccinarsi rappresentato dal Green pass.
STOP SMART WORKING
Il Governo è intenzionato anche a limitare al massimo l'utilizzo dello smart working con il ritorno in presenza dell’85% dei dipendenti, ma per raggiungere questo risultato è indispensabile rendere prima obbligatorio il Green pass. Per questo la norma sarà inserita nel nuovo decreto lasciando poco meno di un mese prima dell’entrata in vigore dello stesso.
BAR E RISTORANTI
La stessa procedura sarà seguita per titolari e dipendenti dei locali pubblici. Si ritiene, infatti, discriminatorio obbligare all’esibizione del certificato i clienti di bar e ristoranti lasciando «senza protezione» i gestori e, soprattutto, gli addetti alle cucine e ai servizi ai tavoli.
Via libera, dunque, al Green pass anche per i titolari e dipendenti dei luoghi dove sussiste già l’obbligo per i clienti: servizi di ristorazione al chiuso, spettacoli aperti al pubblico e competizioni sportive, musei e mostre, piscine, palestre, sport di squadra, centri benessere al chiuso, sagre e fiere, convegni e congressi, centri termali e parchi divertimento, centri culturali, centri sociali e ricreativi, sempre al chiuso, e le relative attività di ristorazione. Infine, le sale gioco, sale scommesse, bingo e casinò.
TRENI E AEREI
Inizialmente era stato stabilito di non ampliare agli addetti ai trasporti di lunga percorrenza l’obbligo di ottenere la certificazione, ma la decisione di procedere ad ampio raggio sembra aver convinto il Governo sulla necessità di non lasciare fuori queste categorie. Intanto, la capienza dei mezzi di trasporto è stata fissata all’80%. Oltre che per i voli internazionali, anche per le tratte nazionali è obbligatorio avere la certificazione Covid-19: la verifica è a carico dei vettori aerei e dei loro delegati. Come anche per salire a bordo degli autobus che collegano più di due regioni e che effettuano tratte turistiche più lunghe.
MENSE E ALBERGHI
L'obbligo del Green pass vale anche per le mense aziendali. Per la consumazione al tavolo al chiuso i lavoratori possono accedere nella mensa aziendale o nei locali adibiti alla somministrazione di servizi di ristorazione ai dipendenti, solo se muniti di certificazione verde, analogamente a quanto avviene nei ristoranti. Quanto agli hotel, i clienti delle strutture ricettive possono accedere ai servizi di ristorazione anche in caso di consumo al tavolo in un locale al chiuso, senza mostrare una certificazione verde. Devono, invece, essere in possesso del Green pass quanto riguarda le attività al chiuso interne come piscine, palestre e centri benessere.
NELLE SCUOLE
Attualmente il Green pass è obbligatorio anche per tutti i lavoratori che entrano nelle scuole, per i dipendenti dell'Università e, dal 10 ottobre, per chi accede alle Rsa per lavoro. Nello specifico, oltre a docenti e personale interno, anche ai dipendenti delle ditte di pulizia, delle mense e a chi deve effettuare manutenzione. I controlli sono a carico dei dirigenti scolastici e dei rispettivi datori di lavoro.
La mancanza di Green pass è considerata assenza ingiustificata e, a decorrere dal quinto giorno di assenza, il rapporto di lavoro viene sospeso, senza retribuzione né altro compenso. Le verifiche sul personale interno saranno facilitate dalla piattaforma on line del Governo.
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