C’è l’emergenza ma il governo boccia 4 norme regionali

18 Marzo 2020

Impugnata le leggi sui sottotetti, sulla polizia locale sui fondi alla lotta al cyberbullismo e sui coniugi divorziati

All’emergenza del Coronavirus che sta paralizzando l’Italia intera si è aggiunta un’altra grana per l’Abruzzo. Il ministro per gli affari regionali e le autonomie, Francesco Boccia, ha fatto scattare un cartellino rosso sulla legge di stabilità della Regione, impugnando davanti alla Consulta alcuni articoli ritenuti non costituzionali. Nello specifico con l’articolo 10 della legge 3 del 28 gennaio 2020 la Regione voleva modificare la normativa esistente rendendo possibile il recupero ai fini residenziali dei sottotetti non considerati abitabili al momento della loro realizzazione. Il ministro Boccia però l’ha bloccato perché la norma in materia urbanistica si pone in contrasto con la disciplina statale che riguarda la tutela dei beni culturali e paesaggistici e viola i principi di ragionevolezza e buon andamento. Impugnato anche l’articolo 40 della legge 3 con il quale Marsilio e la sua maggioranza volevano assegnare dei finanziamenti alle associazioni di promozione sociale per la prevenzione e il contrasto al fenomeno del bullismo e del cyber bullismo e per il comma 6 con il quale veniva istituita la consulta regionale contro il bullismo con i rappresentanti delle associazioni di promozione sociale.
Secondo il governo, con queste norme viene negata la possibilità ad altri enti di partecipare e viene leso il principio di uguaglianza sostanziale dell’articolo 3 della Costituzione. Secco no anche per l’articolo 42 della legge regionale 3 che include delle norme a tutela dei coniugi divorziati e separati con figli minori in condizione di disagio. La Regione Abruzzo escludeva dai finanziamenti persone condannate con sentenza passata in giudicato, ma per il governo non è stato tenuto dell'effettiva gravità delle pene irrogate ledendo il principio di ragionevolezza. Ci sono poi articoli che riportano uno stanziamento nullo, cioè sono nuove norme che però non hanno una copertura finanziaria e vanno contro l’articolo 81, terzo comma e l’articolo 117, secondo comma, della Costituzione secondo cui ogni legge che importi nuovi o maggiori oneri deve avere i mezzi per farne fronte. Tra questi ci sono le leggi in materia di polizia locale e il fondo regionale per la promozione del patrimonio artistico dei paesi dipinti e paesi affrescati per i quali non ci sono soldi. Il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, si è detto pronto «ad apportare nuove modifiche alle parti contestate della norma, in un’ottica di collaborazione e nel tentativo di evitare il contenzioso istituzionale. In particolare sul tema del “recupero dei sottotetti”, che in questo momento appare centrale nella contestazione ricevuta, il servizio legislativo del consiglio regionale ha elaborato una serie di controdeduzioni che certificano la bontà dell’intento normativo contro il parere negativo espresso dal Governo». Il capogruppo del Pd, Silvio Paolucci, ha evidenziato che «sin dal varo del documento economico-finanziario avevamo paventato lo scenario che oggi si è materializzato con lo stop dal Governo. Come centrosinistra siamo disponibili a fare la nostra parte perché l’Ente possa utilizzare in modo completo lo strumento del bilancio, specie in questo particolare momento, ma non possiamo non rammentare il fatto che quello approvato era un bilancio a rischio e in più passaggi viziato».